INTERVENTI STAMPA
Il Piccolo - 1 ottobre 2008
Portelli e Gironcoli: «È da riscrivere lo statuto comunale»

Le regole di funzionamento della macchina comunale vanno ripensate. Federico Portelli, neocapogruppo in Consiglio comunale dell’Ulivo, ne è convinto. «Lo statuto comunale risale al 1950, ovvero a sessant’anni fa – ha fatto notare intervenendo nella seduta di lunedì sera -. E lo stesso vale per i regolamenti. Occorre trovare un percorso comune di riscrittura e condivisione intorno a regole nuove, certe e trasparenti. Solo in questo modo una rinnovata democrazia locale potrà concorrere a sconfiggere la sfiducia ormai dilagante dei cittadini nei confronti delle istituzioni».
Ha toccato indirettamente questo tema anche il consigliere dei Cittadini, Donatella Gironcoli, che ha criticato pesantemente il ritardo che si sta accumulando per l’approvazione del bilancio 2007. «Quel documento avrebbe dovuto essere licenziato già il 30 giungo scorso – ha fatto notare l’esponente della lista civica -. E invece è ancora tra le pratiche da evadere. La seduta di lunedì è stata sospesa perché i consiglieri di maggioranza, infastiditi dal normale dibattito che precede la delibera di un atto contabile fondamentale nell’amministrazione di un comune, hanno abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale».
A pesare sono state le assenze dei consiglieri Punteri e Valenti, del Pdl, dell’Udc e della Lega. «La maggioranza tradisce una preoccupante mancanza di senso di responsabilità verso i suoi doveri istituzionali e verso i cittadini che l’hanno votata», ha concluso Gironcoli.
È tornata a occuparsi della vicenda mense il consigliere del Forum per Gorizia, Anna Di Giananatonio. Rivolgendosi con una specifica interrogazione all’assessore ai Servizi educativi, Silvana Romano, Di Gianantonio ha chiesto che il Comune venga incontro al desiderio dei genitori degli alunni di controllare la qualità del servizio mensa. In più, l’esponente del Forum ha chiesto all’assessore «che l’Amministrazione si faccia carico dell’eventuale gestione del personale nel caso in cui i genitori formino associazioni o comitati ad hoc per il servizio mensa». «L’onere della gestione del personale – sottolinea la componente dell’opposizione – scoraggerebbe ogni desiderio di controllo del servizio da parte degli utenti e starebbe a significare che l’Amministrazione vuole ostacolare la partecipazione delle famiglie interessate all’educazione dei loro bambini».
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