INTERVENTI STAMPA
Messaggero Veneto — 17 settembre 2008
Centro, passa il documento contabile. Ma il Pd vota no
Dopo la seduta piuttosto accesa della scorsa settimana, culminata nell’abbandono dell’aula da parte dei rappresentanti dell’opposizione e nella mancanza del numero legale, il consiglio circoscrizionale del Centro è riuscito ad approvare il bilancio consuntivo. A dire la verità la minoranza non è rimasta a guardare nemmeno stavolta, nel senso che sono stati criticati diversi punti del rendiconto, ma il documento questa volta è stato messo ai voti, incassando infine il parere favorevole del parlamentino. «Abbiamo tenuto conto del fatto che il Comune ha rispettato il Patto di stabilità e ha mantenuto gli impegni presi. Dei 14 consiglieri presenti, nove si sono detti favorevoli e cinque contrari», riassume il presidente, Flavio Duca. A proposito delle critiche sollevate dall’opposizione, aggiunge: «Bisogna tener conto prima di tutto che si tratta di un bilancio consuntivo, quindi di una fotografia di quanto già fatto, e per di più di un documento a cavallo tra due amministrazioni. I rappresentanti della minoranza hanno sollevato questioni di carattere programmatico, dimenticando che non si tratta appunto di un piano né di una previsione per il futuro». Il consigliere del Pd Fernando Gradenigo a esprimere i motivi del dissenso: «Il bilancio mostra molto bene l’immobilismo della giunta Romoli. Ha ereditato oltre un milione e mezzo di euro lasciati dal centro-sinistra di Brancati, ma di come abbia fatto fruttare questo “tesoretto” non c’è traccia. Nei suoi primi mesi di governo, il sindaco Romoli ha provveduto a una maxi manovra di assestamento del bilancio comunale che ha portato solo tagli, senza alcun indirizzo in termini di programmazione e miglioramento dei servizi. Lo si vede dal settore sociale, gestito dall’assessore Romano in termini di assistenza assolutamente desueti e insufficienti». La consigliera Silvia Beltrami ha invece criticato la gestione del turismo: «Nel suo primo anno il centro-destra non ha investito alcuna risorsa del settore, abbandonando a se stessa anche la cultura, che può agire da volano di sviluppo e formazione di nuove imprese del settore». Carlo Rojic infine ha posto l’accento sull’autonomia finanziaria del Comune, scesa dal 56,8 per cento al 50,8: «Vedremo se sarà in grado di garantire la stabilità del bilancio senza dover ricorrere ad altri e pesanti tagli sui servizi ai cittadini».
(f.s.)
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