INTERVENTI DEI
SOCI (E NON)
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29 aprile 2008
«Dopo Gentile, anche Zanotto mistifica la realtà su Sdag»
Non era mia intenzione polemizzare con Zanotto. Ma il suo rabbioso intervento, sulle pagine del vostro giornale di ieri, merita una risposta e denota un certo nervosismo. Un nervosismo forse dettato dalla sua mancata riproposizione, da parte di Romoli, come presidente Sdag nell’assemblea di ieri? Strano, visti i meriti e le capacità che Zanotto si attribuisce.
Quale sarebbero, dunque, le falsità che Zanotto mi imputa? Non è forse vero che lasciò la società, da lui amministrata ininterrottamente per due lustri, completamente impreparata ai nuovi scenari ed alle sfide poste dalla caduta dei confini nel 2004? Cosa se ne faceva, la Sdag, di un fondo di riserva se questo non è stato venne investito per tempo? Facile avere un utile di 400.000 euro quando c’erano i ticket applicati ai mezzi che effettuavano le operazioni doganali! Ma non si fece nulla di concreto, nei tempi dovuti, per salvare l’attivo di bilancio a partire dall’anno successivo quando, e non era certo un segreto, la Slovenia sarebbe entrata nell’area Schengen e i ricavi si sarebbero dimezzati… La riconversione doveva partire almeno quattro anni prima, senza l’effetto devastante sul conto economico 2004 e 2005. Questo è un fatto.
A chi si riferisce, poi, il rag. Zanotto quando parla di “politici da strapazzo che oggi pontificano sul futuro e sul passato della Sdag”? Si riferisce forse ai consiglieri comunali del passato mandato amministrativo che, in modo bipartisan, istituirono nel 2005 una commissione d’inchiesta preoccupati e scandalizzati dalla mancata riconversione? Non sa che tutto il consiglio comunale (con il centro-destra al completo) votò “per accertare fatti, atti, provvedimenti, comportamenti tenuti nell’arco temporale 1990-2005 dagli organi della Sdag con particolare riguardo alle azioni poste in essere per fronteggiare le ripercussioni dell’allargamento ad est dell’UE”? Non fu forse evidente, ai lavori della Commissione, che dietro ambiziosi e costosi studi commissionati antecedentemente all’entrata della Slovenia nell’UE, la struttura rimase immutata e si andò avanti per inerzia fino al fatidico 1° maggio 2004?
Fui io stesso ad insediare, come Presidente del Consiglio, la commissione il 3 ottobre 2005. Rimando al mittente, quindi, le parole da lui usate: “quando non si conoscono le cose, si fa più bella figura a rimanere zitti”: Gli atti ed i verbali non hanno più il vincolo della riservatezza: se Zanotto desidera, potremo pubblicare nei prossimi giorni gli atti della commissione d’inchiesta.
Del tutto risibile, infine, la riferita volontà “usuale nella sinistra” (come lui dice), di voler disinformare l’opinione pubblica. Non è forse il vostro nuovo/vecchio Presidente del Consiglio in pectore a possedere la quasi totalità dei mezzi d’informazione? Io, di certo, non possiedo TV. Mi basta saper leggere un bilancio di Sdag, ed esercitare la mia funzione di consigliere comunale.
Federico Portelli
Vicecapogruppo de L’Ulivo
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