Bilancio di Previsione del settore Assistenza e
Politiche sociali
di Luciano Gentile
Assessore all’Assistenza e Politiche sociali del
Comune di Gorizia
Chi si è avventurato a sfogliare e leggere la relazione
previsionale 2007/2009 ed i numeri del Bilancio di Previsione per il
2007, si sarà accorto che da parte di questa amministrazione viene
confermata l’attenzione alla persona e la centralità della stessa, in
materia di politiche sociali e di assistenza.
Centralità della persona come espressione della sua
identità, della sua dignità e dei suoi diritti di cittadinanza. Questo
sia nel campo di intervento dell’infanzia, che in quello dei giovani,
degli anziani e dei disabili, che sono i quattro campi di riferimento
dell’attività svolta dagli operatori dei Servizi Sociali sia a livello
comunale che di Ambito.
È stato già detto dei tagli che hanno interessato tutti
gli assessorati per far quadrare i conti ma che non hanno interessato il
SOCIALE e quindi l’assessorato di riferimento del sottoscritto.
Infatti la previsione di spesa sia per il 2007 che per i
due anni successivi non è mutata, in quanto la previsione si assesta sul
33-34% della spesa corrente come per gli anni precedenti. Anzi possiamo
affermare senza meno che pur restando la stessa in termini percentuali
essa aumenta, sia pure di poco, in quanto il dato della spesa corrente è
un dato incrementale che va aumentando anno per anno.
13.557.535/39.306.100 = 33% della spesa corrente
Se poi mettiamo vicino a questi dati altre spese (scuole
materne ed asili nido) destinate sempre a servizi alla persona anche se
non strettamente attinenti all’assistenza, ma pur sempre attinenti al
sociale, questi dati salgono.
15.246.688/39.306.100 = 38% della spesa corrente
Il 38% della spesa corrente
perciò rappresenta la destinazione di risorse come spesa complessiva per
servizi alla persona nel Comune di Gorizia, che davvero non è poco!
Da ciò la considerazione iniziale relativa alla cura ed alla centralità
della persona perseguita dalla presente amministrazione.
La competenza delle politiche sociali di rilevanza
strettamente comunale si sostanzierà, anche nel prossimo triennio,
essenzialmente negli aspetti della promozione dell’agio e della
prevenzione e superamento del disagio garantendo il sostegno alle
diverse tipologie di utenti che si rivolgeranno ai servizi ed
assicurando tra le altre cose:
-
sostegno alla maternità ed infanzia;
-
erogazione di contributi per
l’abbattimento dei canoni di locazione;
-
erogazione di contributi per
l’abbattimento delle barriere architettoniche, contributi a mutilati ed
invalidi del lavoro ;
-
accoglimento in strutture dedicate
di minori stranieri non accompagnati;
-
supporto a singoli ed a nuclei in
difficoltà con aiuti di vario tipo (sussidi, contributi, esoneri, borse
lavoro,abbattimento/esonero di canoni, rette, tariffe, ecc.);
-
ricovero di anziani autosufficienti
e non presso adeguate strutture private e pubbliche, con particolare
riferimento al potenziamento di residenzialità alternative (centri
diurni, moduli sollievo).
Un’altra considerazione che sento di fare è che ci stiamo
avviando sempre più verso una distrettualizzazione degli interventi
sociali in quanto il Comune di Gorizia fa “Politiche sociali comunali”
ed in più “Politiche sociali distrettuali”.
Questo termine distrettuale è riferito al fatto che
Gorizia, in quanto Ente Gestore per conto dell’Ambito Alto Isontino
programma e gestisce interventi per conto di altre 15 municipalità.
Ma oltre alla distrettualizzazione sta prendendo
rapidamente corpo un nuovo impianto organizzativo, all’interno dei
Servizi Sociali di Ambito, strutturalmente integrato per rendere servizi
ed interventi sociali integrati nella logica della messa a rete
sistemica degli stessi progetti ed interventi.
L’integrazione riguarda proprio l’insieme dei servizi
alla persona di cui parlavo prima e cioè i servizi assistenziali –
educativi – sanitari, che nell’ottica di integrazione diventano:
socioassistenziali – socioeducativi – sociosanitari.
Questo modello assistenziale integrato opera secondo
alcuni principi cardine:
-
progressiva espansione dell’area
di alta integrazione e tutela della continuità delle prestazioni;
-
interventi che devono favorire la
permanenza nella domiciliarità delle persone per un forte contrasto
all’istituzionalizzazione;
-
sviluppo punti unici di accesso
alle informazioni ed alle prestazioni;
-
sviluppo dell’integrazione
socio-sanitaria ed interventi sempre più personalizzati che
tengono conto del bisogno per ogni singola persona che lo esprime.
Insomma stiamo gestendo un vero e proprio traghettamento
verso un “sistema integrato di servizi a rete” attivato con il
coinvolgimento delle altre istituzioni (gli altri 15 Comuni, il
Distretto Sanitario,la Provincia) delle agenzie sociali e del terzo
settore.
Un ultimo accenno a come sono mutati i trasferimenti
economico-finanziari a seguito della riforma regionale:
-
è stato istituito il Fondo
Sociale Regionale (FSR) che trasferisce risorse agli Ambiti per
finanziare genericamente le varie attività dei Comuni nella sempre più
vasta materia dei servizi alla persona;
-
il nuovo Fondo per le Autonomie
Possibili (FAP), che ispirandosi alla tutela ed alla cura della
persona nella sua complessità, ricomprende fondi nazionali e regionali
unificandoli ed in sostituzione quindi degli assegni di cura e
sostentamento (L.R. 10/98 art. 32), contributi per progetti in favore di
soggetti disabili L. 162/98, L.R. 24/2004 contributi per badanti.
-
un nuovo fondo per il cosiddetto
“reddito base per la cittadinanza” istituito anch’esso con la L.R.
6/2006;
-
un altro fondo di nuova istituzione
ai sensi della L.R. 11/2006, legge sulla famiglia che finanzierà gli
Ambiti Distrettuali permettendo l’abbattimento dei costi a carico delle
famiglie per il pagamento delle rette dei nidi di infanzia;
-
il solito trasferimento nazionale ai
sensi della L. 328/2000 con molta probabilità rideterminato nel quantum
alla luce della riforma in atto del sistema regionale dei finanziamenti.
Stiamo operando fattivamente in favore di questa
riconversione nella organizzazione dei Servizi nella consapevolezza che
le dimensioni territoriali di gestione dei servizi alla persona,
travalicando i confini comunali, pongono pressanti esigenze di rispetto
di forme e di metodi di adeguata garanzia delle rispettive
rappresentatività locali.
Anche in futuro sarà necessario operare senza mai
abbassare la guardia, giacché raggiungere un livello di resa dei
servizi stabilmente congruo rispetto alla domanda che perviene
dal territorio è impresa impossibile perché tutti sanno che specie nei
servizi, allorché credi di aver raggiunto un certo livello di qualità
attesa, immediatamente la percezione della qualità cambia negli utenti e
le risposte del servizio diventano nuovamente inadeguate perché sale la
pretesa e la concezione della qualità del servizio attesa dall’utente.
Ma questa è la pura legge della qualità che deve comunque
guidare le azioni anche in un Ente Pubblico.
Queste sono sfide che affidiamo soprattutto al futuro,
accontentiamoci oggi di aver ricostruito in poco tempo (un anno e mezzo
circa) un’ossatura solida ai Servizi Sociali che per troppi motivi
concomitanti avevano portato ad una necessaria rifondazione.
Posso assicurare che le fondamenta poste a sostegno della
struttura dei Servizi Sociali del Comune di Gorizia sono solide e ciò
non potrà che facilitare il lavoro da svolgere nell’immediato e nel
futuro.