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In questa pagina il Circolo vuole dare la possibilità agli amici vicini e lontani, che magari non hanno potuto partecipare, di conoscere quanto è stato detto e deciso durante gli incontri periodici e straordinari e di rimanere sempre in contatto.

4 LUGLIO 2006
27 GENNAIO 2005
15 NOVEMBRE 2004
19 LUGLIO 2004
6 MAGGIO 2004
4 MARZO 2004
22 GENNAIO 2004
19 DICEMBRE 2003
13 NOVEMBRE 2003
9 OTTOBRE 2003
11 SETTEMBRE 2003
26 GIUGNO 2003
29 MAGGIO 2003
10 MAGGIO 2003 - LA NUOVA LEGGE SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE DELLE ARMI: INCONTRO PUBBLICO CON IL SENATORE TINO BEDIN
16 APRILE 2003
13 MARZO 2003
20 FEBBRAIO 2003

 


 

 

 

19 LUGLIO 2004 

 

 

   A seguito dell’introduzione del portavoce Federico Vidic, che ha ricordato la figura dell’Arcivescovo emerito di Gorizia, mons. Bommarco, recentemente scomparso, è intervenuto all’incontro odierno l’amico Ivano Strizzolo, vice-coordinatore regionale della Margherita. Nel suo intervento ha fatto la panoramica della situazione politica a livello regionale, sia a livello di partito che di istituzioni. La Provincia di Gorizia, ha esordito Strizzolo, ha sempre rappresentato una realtà “cerniera” per tutta la Regione, soprattutto in termini di capacità di elaborazione. Uomini di punta come Rolando Cian ed Ario Rupeni hanno dato un contributo essenziale al quale fare oggi riferimento, quando l’appuntamento più importante riguarda la riscrittura dello Statuto Regionale. Questo, infatti – nonostante il gravoso impegno che riguarderà il Consiglio Regionale nell’elaborare il prossimo Bilancio – dovrebbe giungere ad approvazione la prossima primavera, sperando che passi la “doppia lettura” di Camera e Senato (necessaria per le leggi costituzionali) ed un eventuale Referendum confermativo entro la fine della Legislatura (2006). Sempre che Bossi o Follini non si sfilino dalla maggioranza di centro destra…

   Il nuovo Statuto deve essere una vera “Legge fondamentale”, e perciò non può comprendere di tutto; per temi specifici si dovrà intervenire con normative apposite. Ben venga quindi il dialogo con le realtà sindacali, di categoria, associative, eccetera, purché si arrivi ad un risultato organico, che potrà servirsi dell’esperienza goriziana (così solennemente ribadita con gli avvenimenti dello scorso 1° maggio) per rafforzare il ruolo della Regione nelle relazioni internazionali. Questo sarà l’elemento fondamentale del nostro Statuto di Autonomia.

   Per quanto riguarda la situazione dell’Ulivo – ha notato Strizzolo – il primo impegno che ci troviamo ad affrontare è di formulare un programma di governo credibile, condiviso da tutte le forze fino a Rifondazione, per presentarci come alternativa forte e credibile agli elettori italiani. Il nostro paese, infatti, è in balia di una maggioranza incapace di governare, neppure l’ordinaria amministrazione. Ma da qui a dire che abbiamo già la vittoria in tasca ce ne corre: ciò che occorrerà affrontare, e presto, sarà un confronto programmatico dentro la coalizione, trovando delle intese forti che allontanino gli spettri che portarono alla caduta di Prodi nel ’98, ma che affrontino assieme i problemi più impellenti per l’Italia: 1) gestione della finanza pubblica, ormai fuori controllo, che comporterà enormi sacrifici; 2) recupero del potere d’acquisto per i ceti medio-bassi penalizzati in questi ultimi anni. L’Ulivo isontino è più maturo che in altre realtà nel dialogo con Rifondazione Comunista, e potrà dare un valido contributo. Ma oltre a ciò bisogna essere una coalizione con pari dignità fra le forze politiche (il risultato ottenuto dai DS nelle scorse Amministrative non deve far riemergere le loro tentazioni di egemonia…) e capace di elaborare proposte che attirino anche i delusi del centro destra. Ciò non significa rifare la DC, come ha detto qualcuno; quella è stata un’esperienza frutto delle proprie circostanze storiche, irripetibili; la Margherita vive nel presente guardando al futuro, conoscendo il passato ma non vivendo di nostalgie.

   In un’epoca che tende alla personalizzazione della politica – ha concluso Strizzolo – dobbiamo proporci come un partito capace di essere “corpo intermedio” fra la società e gli eletti nelle Istituzioni. Apprezzabile, quindi, le iniziative di formazione politica attivate dal Circolo Medeot, perché non rimangano soli i mezzi di comunicazione a portare la conoscenza della politica fra la gente. Si tratta dello stesso motivo per cui la Margherita a livello regionale si impegna per recuperare collegialità nella Giunta Illy: tuttavia, a differenza di quanto fatto finora, è necessario recuperare un rapporto più stretto con i DS per essere più incisivi nei confronti del Presidente della Regione.

   Il consigliere provinciale Alessandro Fabbro ha concordato con Strizzolo su quest’ultimo passaggio, affermando che è sempre più importante recuperare un equilibrio di poteri fra Giunte e Consigli; oltretutto, dopo il mini-rimpasto voluto da Illy la Margherita vede fra i suoi assessori il referato alle Autonomie locali, e Franco Iacop potrebbe prendersi questo impegno forte nell’ambito del lavoro sullo Statuto Regionale. Fabbro ha poi rivolto un invito al vice-coordinatore del FVG, perché la Margherita regionale valorizzi le pluralità del dibattito della Margherita di Gorizia, che trae non dal monolitismo di vertice ma dalle diverse posizioni una ricchezza che rischia di perdersi a causa di prese di posizione personali. Alberto de Fabris si è riallacciato a questo discorso, insistendo sulla necessità che crescano delle vere solidarietà politiche nella nostra Regione, e si instaurino dei gruppi di lavoro interprovinciali che riprendano una sostanziale capacità di elaborazione programmatica. Questo, infatti, sarà l’unico anno senza elezioni imminenti (salvo elezioni anticipate), e nel dibattito sullo Statuto si potrebbe inserire la differenziazione di competenze per i diversi enti territoriali, di modo che anche quelli piccoli, come la nostra Provincia, abbiano un ruolo chiave a favore di tutti e non abbiano a soccombere schiacciati dai poteri più forti.

   Enzo Dall’Osto ha illustrato a Strizzolo la situazione della Margherita locale, che presenta alcune difficoltà e deficienze, dicendosi d’accordo con Fabbro nella richiesta di collaborazione più stretta, anche con amici delle altre province. Raffaella Scarparo ha infine illustrato le attività di formazione che riprenderanno il prossimo settembre. Nel concludere la serata, Federico Vidic ha ringraziato per la sua presenza Ivano Strizzolo, con cui si intensificherà la preziosa collaborazione ed amicizia.

 

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6 MAGGIO 2004 

 

 

 

 

   Il Circolo “Camillo Medeot”, assieme al Circolo “Identità e integrazione”, si è riunito in assemblea lo scorso giovedì 6 maggio, per fare un consuntivo della delicata questione del Piano provinciale dei rifiuti. Lo stesso piano che è stato oggetto di dure prese di posizione e contestazioni da diverse parti.

   Dopo l’introduzione di Federico Portelli, protagonista del dibattito è stato il consigliere provinciale dell’Ulivo Alessandro Fabbro, che ha illustrato la questione sotto i diversi punti di vista, tecnico e politico. «Partendo dal dato saliente, si può affermare che non c’è più un inceneritore a Savogna, e questo non per volontà delle attuali amministrazioni di centro sinistra, ma per la completa inerzia dimostrata dalle giunte Tondo e Valenti: quando c’era la necessità di adeguare l’impianto secondo le normative, che prevedevano in caso contrario la chiusura, non è stato fatto nulla.»

   Fabbro ha sottolineato la mancanza che patirà il Comune di Gorizia dei 400 mila euro di affitto annuo che l’Iris, ex Municipalizzate, cessa di corrispondere. C’era inoltre il pericolo concreto di uno svilimento del ruolo della Provincia di Gorizia, dato dalla perdita dell’autonomia gestionale dei rifiuti, ma questo è un pericolo scongiurato grazie al concorso di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Testimoniato dal fatto che Bon e Salomoni, assessori comunali a Gorizia, hanno votato il Piano in qualità di consiglieri provinciali. Un rischio concreto era dato dalla diversa natura societaria di Iris e di Acegas, la prima (isontina) proprietà dei Comuni, la seconda (triestina) partecipata da privati. Due tipi di valori in due realtà differenti, che però hanno trovato un terreno di collaborazione che porterà ai cittadini una diminuzione dei costi (la tariffa concordata è uguale da Dolegna nel Collio a Muggia in Istria), nonché di un ritorno economico, perché se è vero che l’incenerimento avviene a Trieste, una quota concordata di ceneri viene smaltita nei siti della nostra Provincia, e quindi pagata.

   Punto centrale evidenziato da Fabbro, sollecitato da Alberto Scafuri e Luciano Franco, è il ruolo di Iris, verso la cui dirigenza è stato aperto un credito in termini di progettazione, nella sfida per stare sul mercato e mantenere le tariffe. La Provincia ha dato un Piano attuativo - ha tenuto ad evidenziare il consigliere - che deve passare al vaglio della Regione, ma che appunto “attua” delle decisioni già prese a Trieste.

   Arnolfo De Vittor ha voluto sapere se è esistito un rischio ambientale per gli abitanti del paese vicino; Fabbro ha evidenziato come numerosi studi eseguiti in diversi anni hanno escluso che il livello di rischio non fosse accettabile, certamente inferiore a quello di una discarica. Ugo Luterotti, concordando, ha ricordato che i rischi c’erano 30 anni fa, quando non esistevano le tecnologie attuali. A questo proposito, Pierantonio Tonzig ha sollecitato ad incentivare la raccolta differenziata anche presso gli anziani: uno dei punti principali del Piano prevede la raccolta “casa per casa” dei rifiuti differenziati, che l’Iris si è impegnata a condurre sin da subito.  

   Sempre secondo Fabbro, sono da valutare gli aspetti politici della vicenda, che ha mostrato un Ulivo privo di regia, partiti divisi fra livello comunale e segreterie provinciali, ed in particolare la Margherita di Gorizia portata in un vicolo cieco da una gestione approssimativa e senza contenuti programmatici incapaci di coinvolgere i Comuni isontini, specie della Destra Isonzo, attorno al loro Capoluogo.

   Luciano Comisso ha quindi invocato una maggiore collaborazione fra gli eletti nelle Istituzioni e i partiti dell’Ulivo. Nella stessa direzione l’intervento di Nicolò Fornasir: per favorire una sintonia programmatica fra Regione, Provincia e Comuni, governati dal centro sinistra, occorre discutere su pochi ma chiari argomenti strategici, come la centralità transfrontaliera, l’università, il Corridoio V. È necessaria una Convenzione programmatica dell’Ulivo, ha ribattuto Fabbro, ma s’impone anche un confronto all’interno della Margherita, ha aggiunto De Vittor.

   Nel concludere la serata, Federico Vidic ha elogiato il dibattito di quest’occasione, una delle sempre più rare in cui iscritti alla Margherita possono dialogare con gli amministratori più direttamente coinvolti. Mancano spazi di confronto nel partito, il dialogo è sempre più difficile e la discussione è elusa per sistema.

   L’assemblea, convocata per le 20:30, è terminata alle 23:30 circa.

 

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4 MARZO 2004 

All’inizio dell’incontro il Portavoce Federico Vidic ha relazionato sulle iniziative del Circolo intraprese nel periodo degli ultimi due mesi, invitando i soci ad aderire all’iniziativa di solidarietà verso la Diocesi di Rumbek (Sudan meridionale) tramite la proposta nazionale dei Circoli “Guardiamo la pace coni loro occhi”, che si concluderà a Pasqua. Inoltre ha presentato il corso di formazione amministrativa rivolto ai consiglieri comunali della Margherita, eletti e candidati, della Provincia di Gorizia: al più presto verrà definito il calendario delle serate. Il Portavoce ha poi evidenziato l’impegno organizzativo che il Circolo Medeot ha profuso nell’organizzazione della manifestazione pubblica con Paolo Costa, associando tutti gli aderenti nell’impegno a coinvolgere il maggior numero di persone possibile ad intervenire. Riguardo al tema della riforma delle Circoscrizioni, Vidic ha riassunto alcuni punti messi in luce durante recenti incontri:
1. è urgente affrontare il problema al più presto, altrimenti non ci sarà più tempo utile per approvare una riforma statutaria in commissione consiliare entro la fine del mandato;
2. si potrebbe ridurre il numero delle circoscrizioni a quattro quadranti privi di nome, che assumerebbero delle funzioni specifiche (in base a territorio e popolazione) e più adatte ad accontentare le richieste dei cittadini (ad es., dotarle di squadre di operai “volanti” per la manutenzione spicciola), e che ridurrebbero le spese di gestione (gettoni, verbali, ecc.);
3. alle Circoscrizioni si potrebbe affiancare una Consulta dei Quartieri, come coordinamento delle Associazioni di quartiere a gestione privata, operanti nell’ambito assistenziale, ricreativo, ludico, ecc..
La discussione si è quindi incentrata sull’ultimo punto della relazione, l’argomento del decentramento che, ha affermato
Alberto de Fabris, nessuno osa affrontare, pur essendo all’agenda da ormai vent’anni, per paura di rischiare. È necessario salvare quest’esperienza, come rappresentanza del territorio, senza funzioni di decentramento, sotto forma associativa, ed interprete delle esigenze spicciole della popolazione. Le nuove Circoscrizioni dovrebbero essere dotate di servizi propri, una sede riconoscibile, aperta stabilmente al pubblico e dotata di proprio personale; è necessario valutare se, andando in questo senso, l’inevitabile aumento dei costi porterebbe maggiori vantaggi.
Enzo Dall’Osto, nella sua esperienza di amministratore (Consigliere e Presidente a Straccis), ha concordato con de Fabris quando affermava che i Cdq non hanno avuto successo come “palestra” della partecipazione: se infatti una volta moltissimi consiglieri comunali avevano fatto esperienza nel quartiere, quanti lo hanno fatto oggi? Sebbene non esistano più assemblee pubbliche affollate di centinaia di persone, va ricordato il ruolo benefico dei quartieri, ad es. S. Anna non è più visto come zona-dormitorio, solo grazie alle attività circoscrizionali. Bisogna preparare una proposta forte e condivisa per realizzare un progetto tangibile entro la fine del mandato. E secondo Mario Delneri, Presidente della Commissione Statuto e Regolamenti al Consiglio Comunale, i tempi per una modifica ci sono; ma deve trattarsi di una proposta con un’adeguata copertura finanziaria e di provata “bontà”, in modo da essere un reale punto di forza. A questo proposito Renato Elia ha sostenuto che questo è un problema molto importante se rapportato agli altri punti del programma: l’inadeguatezza delle Circoscrizioni nasce dalla confusione fra politica e amministrazione.
Giuseppe Beltrami ha informato i presenti che Forza Italia organizzerà il 13 p.v. un incontro analogo a quello con l’On. Paolo Costa: abbiamo dunque l’occasione per ribattere a quanto affermeranno gli esponenti di centro destra, che mirano a enfatizzare gli svantaggi dell’allargamento. Anna Maria Ardit ha invocato una posizione della Margherita sui lavoratori coinvolti dalla perdita dei posti di lavoro alla dogana, e secondo de Fabris i goriziani non percepiscono un salto di qualità nell’amministrazione comunale. Enzo Dall’Osto si è detto convinto che ci sia ancora la possibilità di intervenire, soprattutto per i giovani impiegati, perché Gorizia riesce ancora a creare terreno fertile per l’imprenditoria, anche se è capitato che l’impianto di nuove imprese abbia causato i timori e i dinieghi i alcuni imprenditori. Federico Portelli ha confermato che a Gorizia c’è qualcuno che non è interessato a uno sviluppo industriale, ma è nostro compito, avendo puntato tutti noi stessi su questo mandato, condurre la crescita della città. Chi, anche consigliere, non è in grado di svolgere il proprio compito, deve farsi da parte. A questo proposito il Capogruppo Delneri ha informato il Circolo di aver intrapreso incontri settimanali del Gruppo per preparare gli argomenti, approntare le mozioni e le interpellanze necessarie come maggioranza, dato che è rovinoso fare sedute del Consiglio comunale su mozioni dell’opposizione. Ha quindi recepito il suggerimento di de Fabris che i diversi consiglieri si preparino ognuno su un argomento specifico, di modo da poter intervenire con autorità e competenza.
Da ultimo
Arnolfo De Vittor ha voluto ricordare che se non sappiamo prenderci delle responsabilità precise sulla caduta del confine, celebreremo alla Transalpina solamente una farsa priva di contenuti. È giunta l’ora di fruttificare il lavoro svolto finora per dimostrare che la diversità è la ricchezza del nostro territorio; un patrimonio di cultura che riguarda l’Europa.

 

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22 GENNAIO 2004

I temi su cui si è focalizzato il dibattito di questa serata hanno riguardato la sempre attuale questione della sanità e la necessità di una riforma delle Circoscrizioni nel Comune di Gorizia.
Alberto de Fabris, nell’affrontare il problema della locazione dell’Ospedale, ha sottolineato come non si tratti solo di disponibilità finanziaria nel portare a compimento o meno il progetto del “San Giovanni di Dio”, ma piuttosto di  progettualità, ovvero di responsabilità politica nel decidere se rifiutare la linea coerentemente portata avanti dal centro destra durante la giunta Valenti, complici i responsabili regionali e parlamentari. Nel 1997 i segretari dei Partiti del centro sinistra (allora opposizione), assieme al capogruppo dell’Ulivo Ario Rupeni, avevano chiesto un incontro a Valenti – fu l’unica occasione ufficiale – per esporre i nostri dubbi e le gravi perplessità insite nell’acquisto dell’edificio dei Fatebenefratelli. Nonostante i sorrisi e le rassicurazioni, il veto dell’on.  Romoli (Forza Italia) paralizzò l’allora sindaco dal difendere la sanità goriziana. E in questo aggettivo risiede tuttavia uno dei punti deboli dell’azione del Coordinamento per la Sanità isontina, ovvero – ha aggiunto il consigliere provinciale Alessandro Fabbro – i cittadini dei paesi limitrofi al Capoluogo non hanno sentito e non sentono tutt’oggi il problema come loro: alcuni, anzi, tendono a vederlo quasi come una questione di “eredità del passato” che Gorizia pretende come privilegio. Un cittadino dei nostri paesi, ha aggiunto Raffaella Scarparo, consigliere comunale a San Lorenzo Isontino, non trova differenza a fare la spesa o a recarsi in ospedale o Gorizia come a Monfalcone; la mancanza grave sta nel fatto che il Capoluogo non è stato in grado di coinvolgere i Comuni della Provincia nell’affrontare la sede, le funzionalità e le competenze dell’Ospedale di Gorizia. È necessario portare una proposta di sviluppo per rafforzare il legame con la Destra Isonzo per il progetto della Sanità transfrontaliera: a questo punto, Fabbro in qualità di coordinatore dell’Ulivo comunale ha invitato il Coordinamento, tramite Anna Maria Ardit, a effettuare un incontro pubblico a Gradisca. L’argomento della sanità apre le porte a tutti gli altri, ha detto la dott.ssa Ardit, e il Coordinamento ha cercato di far percepire il problema dell’ospedale a tutta la provincia, e ben oltre: certamente il recupero del “San Giovanni di Dio” può avvenire come campus universitario (o come sede universitaria, ha aggiunto Enzo Dall’Osto), ma il nocciolo del problema è assumersi la responsabilità e addossarsi l’onere di recuperare l’ospedale di Via Vittorio Veneto con una coraggiosa iniziativa che traguarda al progetto transfrontaliero benedetto da Romano Prodi.
Il segretario
Enzo Dall’Osto ha sostenuto che il Comune oggi deve cogliere appieno le possibilità di appoggio che la regione o lo stato non gli possono dare, ma che invece possono venire dall’Europa: un Assessore preposto solamente alle relazioni internazionali, che come compito abbia solo quello di viaggiare per conto dell’Amministrazione della cittadinanza goriziana, è una proposta da fare. Bisogna rendersi conto che Nova Gorica soffre della stessa emarginalizzazione dal centro e della capitale di cui soffre anche Gorizia, e la collaborazione fra i tre comuni confinari va in questa direzione. Il presidente Federico Vidic ha quindi esposto l’urgenza che la Margherita affronti la riforma delle Circoscrizioni di decentramento. Il Circolo si sta facendo promotore di un incontro fra i Presidenti che ponga per iscritto alcune questioni centrali nell’affrontare la ridefinizione dello status, della regolamentazione, delle competenze e delle funzioni del decentramento cittadino. Proporre quindi alcuni punti di discussione, suffragati da un lato dalla preparazione tecnica di chi si occupa in Comune di questa tematica, e dall'altro dall'esperienza quotidiana dei consiglieri e dei Presidenti. Insomma: per giungere ad una proposta condivisa, dal basso, e pertinente. Stefano Chiandetti (Presidente di Straccis) ha proposto che gli interessati vadano in visita a Udine e a Trieste per vedere come questi comuni hanno affrontato il problema. Giuseppina Cibej (Presidente di Montesanto-Piazzutta) ha approvato con entusiasmo la proposta del Circolo, che Dall’Osto ha definito una delle “bombe di idee”, più costruttive delle bombe vere, su cui occorre impegnarsi per presentare ai goriziani una città profondamente rinnovata. Infatti, ha evidenziato Raffaella Scarparo, il termine stesso di quartiere non esiste normativamente più ed è fuorviante; il regolamento, pur essendo perfettibili tutti i testi normativi, è talmente pieno di lacune e imprecisioni da recare notevole imbarazzo anche fra i tecnici e di fatto non attribuisce alcuna prerogativa alle Circoscrizioni, che invece potrebbero assumere funzioni importantissime al servizio della cittadinanza. Allo stesso modo se i Presidenti fossero eletti direttamente dai cittadini le loro funzioni sarebbero più sentite sia dall’ente che dal pubblico. 

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19 DICEMBRE 2003 


    “Il Popolo Goriziano”, il foglio informativo promosso dal Circolo “Camillo Medeot”, ha raggiunto il quinto numero. Il Presidente del Circolo, Federico Vidic, ha infatti presentato l’uscita di dicembre del notiziario, sottolineando che si tratta di un’esperienza che rappresenta un valore aggiunto non solo per cittadini, che ne sono i destinatari, ma anche per tutti coloro che si sono impegnati per la sua realizzazione. Chi ha scritto gli interventi e gli articoli, chi ha lavorato all’impaginazione e alla stampa, chi si assicura la distribuzione: sono ormai più di settanta le persone che rendono possibile ogni uscita del giornalino. In particolare, sono ormai diversi i parlamentari che hanno scritto per il “Popolo”, a partire dal senatore Tino Bedin, fino al capogruppo della Margherita Castagnetti.
   Tutto è nato da un’idea di Ario Rupeni, che proponendola ormai dieci mesi fa al consigliere comunale Mario Delneri, è stata raccolta con entusiasmo da Federico Vidic, che da allora coordina il lavoro per garantire un’uscita ogni cinquanta giorni circa. Le linee guida, per così dire, “editoriali”, tendono a valorizzare la discussione, a esporre le proposte e le iniziative che provengono dai circoli della Margherita, a dare risalto alle attività dei Consigli di Quartiere, a coinvolgere le diverse parti della provincia cercando la collaborazione di esponenti da tutto l’Isontino. In ogni numero si confrontano opinioni anche diverse, frutto del vivace dibattito che si svolge all’interno della Margherita – ha aggiunto Mario Delneri, capogruppo al Consiglio comunale – che trovano il giusto spazio in questo che vuole oltre tutto essere un foglio di discussione.
   “Il Popolo Goriziano”, essendo disponibile anche sul sito Internet del Circolo Medeot, è letto anche da persone di altre regioni italiane, che apprezzano in particolare il fatto che a Gorizia si sia riusciti a continuare in questa iniziativa alquanto faticosa: infatti coordinare un tale lavoro per riempire con diversi argomenti un totale di otto pagine, richiede diverse giornate di lavoro. Vidic, come coordinatore della Redazione, ha poi evidenziato l’importanza di alcuni temi che vengono svolti con continuità nelle diverse uscite, l’allargamento dell’Europa, i grandi dibattiti su alcune leggi nazionali (come la nuova normativa sulle armi, la procreazione assistita, la Finanziaria), la conoscenza della personalità e dell’opera di Camillo Medeot. Quest’ultimo, come storico, sottolineava come alcuni alla fine dell’Ottocento esistessero diversi organi di stampa dei partiti della Contea di Gorizia. Anche i “cattolici-popolari” facevano uscire l’”Eco del Litorale” che si opponeva al foglio dei liberali; ma Medeot ne sottolinea come fossero “tutti decisamente modesti, non solo per formato e numero di pagine, ma anche per livello culturale”. Vidic si è augurato che l’impegno profuso in questi mesi abbia ottenuto quantomeno un risultato migliore, che con l’impegno di tutti potrà sempre progredire.
   Al termine della presentazione, dopo alcuni interventi di Bruno Franco, Giuseppina Cibej, Renato Elia, Mario Corbatto, Gino Cocianni, Pippo Aleo, Arnolfo De Vittor, una bicchierata ha concluso la serata, con gli scambi di auguri di Buon Natale.


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13 NOVEMBRE 2003 

   L’ordine del giorno, particolarmente ricco, reca come punti il completamento delle adesioni al circolo per il nuovo anno, l’approvazione dello Statuto, l’elezione degli organi del circolo, la discussione sui recenti congressi comunale e provinciale.
   Dando per in corso di svolgimento il primo punto, l’Assemblea ha approvato all’unanimità lo Statuto, senza apporvi ulteriori modifiche, e ritenendolo unanimemente semplice, e nel contempo completo e lineare.
   Enzo Dall’Osto, presiedendo l’incontro, ha accolto la proposta di anticipare la discussione prima dell’elezione degli organi, per dare la possibilità a chi giungesse in ritardo di partecipare ugualmente. Il portavoce uscente, nella sua relazione ai presenti riguardo alla Convenzione comunale del 25 ottobre, ha sottolineato l’unità di intenti che si è creata con molti amici della Margherita cittadina, provenienti dai Circoli “Gorizia Città Libera”, “Identità e Integrazione” e non solo, che ha dato vita alla volontà comune di cercare un percorso costruttivo di unità del partito; la proposta di una lista unica alla Convenzione, tuttavia, non ha avuto seguito per l’irrigidirsi della posizione di quanti hanno sostenuto la candidatura Caporosso Sansone. Il risultato dell’assise è certamente frutto di un’opera di preparazione che si è protratta per tempo.
   L’Assemblea ha però deplorato il fatto che un grandissimo numero di persone che hanno partecipato alle operazioni di voto non abbia mai seguito l’attività della Margherita, svolgendo il loro compito elettorale senza avere condiviso un percorso che in questi mesi si è dimostrato fruttifero, se non altro per aver fatto emergere le potenzialità dei circoli e le molteplici opinioni sul partito. Opinioni, queste, che lungi dal divenire totalizzanti e vincolanti per quanti sono iscritti alla Margherita, devono confrontarsi ed accettare le idee di coloro che hanno una visione diversa. Dall’Osto ha quindi richiamato l’affermazione del Sindaco secondo cui la presentazione di due liste ha opportunamente vivacizzato il dibattito. Si è fatta notare, inoltre, la mancanza pressoché totale dei problemi veri della città nel dibattito congressuale, una carenza grave, dato il ruolo di governo affidato alla Margherita.
   Giuliano Bellini ha sostenuto che questa contrapposizione dispiace, per l’esiguità delle forze che, in fondo, può mobilitare la Margherita, poche centinaia di persone; tuttavia bisogna operare per giungere ad un chiarimento e a un confronto franco. Alberto de Fabris ha esposto la necessità di riconoscere chi, bene o male, è uscito dalla Convenzione. Gli stessi eletti devono però rendersi conto del dovere di ascoltare e seguire le indicazioni di tutta la Margherita e non solo di una parte, in particolare per quanto riguarda la conoscenza della realtà specifica del territorio goriziano che chi non ha neppure la residenza non può adeguatamente avere. Contestualmente è necessario rafforzare i legami di reciproca fiducia e collaborazione con gli altri partiti di maggioranza che sembrano deteriorarsi a causa di uscite azzardate e su cui la Margherita cittadina non ha potuto adeguatamente confrontarsi, riguardo a metodi e finalità.
   Il Sen. Michele Martina ha lamentato il cattivo inizio di questa nuova stagione della Margherita e ha proposto di ritrovarsi nuovamente, entro pochi giorni, a trattare di questi argomenti. L’Assemblea ha accolto la richiesta, che sarà presentata anche agli altri circoli quanto prima.
   Mario Delneri ha sottolineato l’importanza che rivestono i circoli nel garantire una pluralità di opinioni e di iniziative. Al proposito ha proposto di organizzare incontri e iniziative comuni con gli altri circoli (per garantire una maggiore partecipazione e condivisione), di aprire iniziative sul territorio, specificatamente con l’alta provincia isontina, e di mettersi in contatto con altri circoli culturali. È stato deliberato di contattare la sig.ra Daniela Vidoni che, nella nostra regione, si sta attivando in tal senso. Per Silvia Beltrami l’attività del circolo in quest’anno è stata importante e costruttiva, e certamente non finalizzata all’occupazione delle posizioni di potere. Renato Elia ha lanciato la proposta – raccogliendo un vivace consenso – di una “Lista di cultura politica” che funga da scuola di politica verso i giovani, certamente in linea con la caratterizzazione del circolo. Bisogna intervenire direttamente poi sulla questione della mancanza di lavoro in città, che impedisce ai giovani di rimanere e di fondare una propria famiglia. Porre problemi concreti ed avviare dibattiti pubblici significa coinvolgere le persone e sciogliere l’apatia per la politica.
   Federico Vidic ha detto di essere convinto che, credendo in un progetto ad ampio respiro della Margherita, è necessario porsi in maniera dialettica verso questa nuova dirigenza, intervenendo pubblicamente, esprimendo con forza le opinioni anche se dissenzienti, e non ultimo rilanciare il progetto dell’Ulivo a Gorizia, soprattutto in vista delle Elezioni Europee del prossimo anno, in cui gioco forza bisognerà collaborare con le altre forze del centro sinistra.
   Al termine del dibattito, l’Assemblea si è costituita in seggio, sotto la presidenza di Antonio Jakoncic, per eleggere il nuovo Portavoce e il Comitato direttivo.
   Verificato il numero legale (26 aderenti) l’Assemblea ha eletto, per acclamazione, Portavoce Federico Vidic. Il Comitato direttivo, composto da cinque membri eletti, è formato da Enzo Dall’Osto (Segretario), Alberto de Fabris (Tesoriere), Roberto Cevenini, Luciano Comisso, Raffaella Scarparo. Membri di diritto (amministratori) sono al momento: Stefano Chiandetti, Stefano de Fabris, Mario Delneri, Arnolfo De Vittor, Alessandro Fabbro, Federico Portelli.
   L’Assemblea si è chiusa alle ore 20:15.

 

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