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ARCHIVIO RIUNIONI

In questa pagina il Circolo vuole dare la possibilità agli amici vicini e lontani, che magari non hanno potuto partecipare, di conoscere quanto è stato detto e deciso durante gli incontri periodici e straordinari e di rimanere sempre in contatto.


4 LUGLIO 2006
27 GENNAIO 2005
15 NOVEMBRE 2004
19 LUGLIO 2004
6 MAGGIO 2004
4 MARZO 2004
22 GENNAIO 2003

19 DICEMBRE 2003
13 NOVEMBRE 2003
9 OTTOBRE 2003
11 SETTEMBRE 2003
26 GIUGNO 2003
29 MAGGIO 2003
10 MAGGIO 2003 - LA NUOVA LEGGE SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE DELLE ARMI: INCONTRO PUBBLICO CON IL SENATORE TINO BEDIN
16 APRILE 2003
13 MARZO 2003
20 FEBBRAIO 2003

 


 

9 OTTOBRE 2003

   L’incontro recava all’ordine del giorno, dopo l’introduzione del Portavoce Enzo Dall’Osto, la relazione sulla situazione organizzativa della Convenzione (Congresso) comunale, del Segretario Federico Vidic, l’intervento sull’andamento politico-amministrativo del Capogruppo al Consiglio Comunale Mario Delneri.
   Il Portavoce ha evidenziato l’approssimarsi della Convenzione comunale, che dovrebbe tenersi presumibilmente il 25 ottobre, e comunque non oltre il 7-8 novembre, data in cui si dovrebbe svolgere il Congresso provinciale. Come ha dichiarato il sindaco Vittorio Brancati durante il recente incontro al Kulturni Dom, si tratta di valorizzare e non di negare le esperienze dei partiti che hanno dato l’impulso alla nascita della Margherita. L’elezione del Presidente e dell’Ufficio di Presidenza della Convenzione sarà dunque il compimento dell’opera di definizione degli organi e della linea politica che il Partito sta conducendo dalla propria nascita.
   Il Segretario, dopo aver portato a conoscenza dell’assemblea che il numero degli iscritti al Circolo è giunto al numero di 37, ha relazionato sulla vicenda delle iscrizioni al Partito dei soci del Circolo, alle quali sono state obbiettate irregolarità da parte del Comitato elettorale regionale. 
   Per valere quindi i diritti dei tre soci, non prendendo perciò in considerazione le iscrizioni al Partito intervenute oltre la data del 20/2/2003, l’Assemblea ha deliberato di rivolgersi al Collegio federale dei Probiviri, ai sensi dello Statuto Regionale, art. 2, comma 8, inviando una R.R.R., e per conoscenza al Presidente e al Portavoce Regionale e Provinciale della Margherita, affinché venga loro riconosciuto il diritto di elettorato attivo e passivo alla Convenzione comunale.
   L’intervento successivo, del Capogruppo Mario Delneri, ha portato a conoscenza dell’assemblea di alcune mancanze organizzative che rendono poco agevole l’esercizio della loro funzione da parte dei consiglieri comunali; questi problemi vanno però risolvendosi, dato che il Comune ha effettuato l’acquisto dello stabile ex Cassa di Risparmio in Via Garibaldi; inoltre un miglioramento dei servizi amministrativi e lo stanziamento di alcuni fondi specifici per i gruppi consiliari dovrebbero andare nella direzione sperata. Un migliore servizio alla cittadinanza potrebbe inoltre essere raggiunto con la creazione di un Punto di Ascolto, dove i cittadini potrebbero interloquire direttamente con i loro rappresentanti consiliari. Antonio Jankoncic e Mario Corbatto hanno salutato positivamente questa prospettiva, anche perché servirebbe da incentivo ai consiglieri e darebbe al Consiglio una maggiore autorevolezza.
   Sonia Ardit, consigliere comunale, ha sottolineato come la Convenzione possa dare un nuovo impulso al Partito a rapportarsi non più episodicamente con gli amministratori, e Federico Portelli e lo stesso Jakoncic hanno rimarcato l’importanza dell’interazione e della proposta che partendo dai circoli arrivi al Gruppo consiliare.
   Giuliano Bellini si è soffermato sulla necessità che la Margherita si occupi più assiduamente dell’indirizzo politico. Alberto de Fabris è intervenuto dicendo che serve volontà e costanza da ambo le parti, poiché il Partito non può essere solo una fucina di proposte e di consensi. Ad esempio, per rilanciare il ruolo di Gorizia in regione è necessaria una costante simbiosi fra forze politiche e Amministrazione: compito delle prime infatti creare e sostenere delle solidarietà politiche fra i quattro capoluoghi regionali, in quanto i problemi della nostra città non siano soltanto nostri, ma di tutta la comunità regionale. In questo senso la situazione odierna è un’opportunità grandiosa. Per i consiglieri inoltre de Fabris ha proposto un corso di formazione riguardante l’amministrazione, per un approfondimento e una conoscenza dei meccanismi giuridici e tecnici che il loro ruolo deve affrontare.
   Nella stessa linea di affrontare i problemi concreti dell’amministrare, andando incontro alle esigenze effettive dei cittadini, Paolo Schincariol si è chiesto se l’Azienda Sanitaria abbia fatto dei sondaggi sulle richieste di salute delle persone, e se vicende come quella dell’emodinamica siano servite ad un effettivo miglioramento del servizio sanitario a Gorizia. Non sarebbe più utile invece trattare seriamente le necessità dei malati oncologici, piuttosto che porsi obbiettivi non raggiungibili? In sintonia Sonia Ardit ha concordato su questi temi e sull’importanza che la gente veda che la Margherita si occupa seriamente di questi temi.
   Il Portavoce ha chiuso la serata dopo due ore di dibattito, alle 20:30.

 

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11 SETTEMBRE 2003  

   L'incontro di questo giovedì fa parte del ciclo di momenti di approfondimento organizzati dal Coordinamento comunale in vista della Convenzione prossima. Il presidente del Circolo Enzo Dall'Osto ha aderito all'invito di presiedere la seduta, per avviare e contribuire ad un sereno e ampio dibattito sui temi di grande valenza per la vita della Margherita cittadina. Tema della serata: «IL RUOLO DEGLI AMMINISTRATORI: SCELTA, CARATTERISTICHE, PARTECIPAZIONE».
   Di Amministratori esistono vari livelli, quelli scelti direttamente dal consenso elettorale, ovvero cittadini valutati dai partiti; quelli cooptati dai sindaci, presidenti e governatori, ovvero con delega a referati; quelli scelti da altri amministratori, ovvero in enti di secondo grado. La scelta di tutti questi responsabili del bene pubblico dovrebbe avvenire secondo (non in ordine) capacità nel settore, preparazione nel gestire rapporti e risorse, spirito di servizio - alla comunità e al partito, senso di appartenenza. Delegati dal Consiglio Comunale o dal Sindaco per trarre nel loro posto di servizio il maggior beneficio per la comunità, raccordandosi con chi li ha delegati traguardando gli indirizzi politici e amministrativi del loro partito e della loro coalizione, devono garantire la gestione "quotidiana" con visione aperta, in una strategia di conferma e allargamento del consenso.
   Originariamente gli incarichi erano spontanei e privi di alcun risarcimento, poi le nuove esigenze hanno portato a introdurre delle indennità, prima modeste e poi vieppiù elevate, che hanno portato i cittadini a considerare l'esercizio della politica una professione. Un ulteriore motivo di allontanamento è dato dal ritrovarsi spesso in situazioni di scontro con chi è delegato, cooptato ma anche votato, che ritiene di avere un dono naturale, o "divino", che gli permette o costringe ad operare da solo scelte che incidono profondamente nella comunità.
   Questi spunti hanno avviato il dibattito, in cui per primo ha partecipato Francesco Moise, vecchio Assessore, ricordando scherzosamente che ai suoi tempi l'indennità non bastava che a comprare un pacchetto di sigarette. Tuttavia l'indebolimento dei Consigli nei confronti dei Sindaci, ecc., gli Assessori non più consiglieri, quindi non  più "responsabilizzati" nei confronti degli elettori, hanno determinato la politica come professione esclusiva, con conseguenti stipendi.
   Lucia Pillon ha ricordato come l'introduzione delle indennità ha creato maggiore democraticità, permettendo anche ai più poveri di distogliere tempo dal proprio lavoro per il sostentamento da dedicare alla collettività. Renato Elia ha distinto amministrazione da pensiero politico; talvolta oggi le due cose si confondono, e i Consigli devono recuperare capacità di indirizzo sull'esecutivo. Gino Cocianni ha valutato positivamente la stabilità data dal maggioritario, anche se ha spogliato di autonomia le assemblee elettive (vedi Elogio delle Assemblee Elettive Locali di Ario Rupeni). Si tratta di poter contenere gli amministratori in caso di fallimento, facendo forza con la società civile, i consigli di quartiere, i gruppi e le commissioni consiliari, scindere la professionalità dall'indirizzo politico per evitare favoritismi.
   Mario Delneri
, sottolineando il valore formativo della serata, ha sostenuto che una forma partito più libera dà maggiore autonomia agli amministratori, le cui pesanti responsabilità devono giustificare le indennità. Secondo Mauro Mazzoni il ruolo del partito è di garantire l'indirizzo e la continuità nel servizio ai cittadini, con piena capacità di critica. Franco Miccoli ha proposto di dare parametri alle indennità di carica, a seconda del tempo impiegato e profuso; per coinvolgere i cittadini bisogna dare progetti che la gente possa fare propri. Bruno Podversig ha sottolineato l'importanza di reagire alla politica "dei ricchi" su modello americano, portando le scelte in mezzo alla gente, e non lasciandole in balia dei super manager che decidono sulla testa delle persone ignorandole, come ribadito da Luigi Donatoni. Luigi Capogrosso Sansone ha espresso la convinzione che serva un partito forte che interloquisca con gli amministratori.
   Enzo Dall'osto ha raccolto la soddisfazione dei presenti per la proficua serata, chiudendo i lavori verso le 23:15.

 

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26 GIUGNO 2003  

   La riunione, convocata a suggello delle attività sociali - prima della pausa estiva - ha significato un momento di incontro che, come evidenziato dal presidente Enzo Dall'Osto, non esclude certamente i contatti personali e quotidiani fra i soci del circolo. Gli argomenti di cui siamo stati chiamati a dibattere hanno riguardato l'analisi dell'ultima tornata elettorale regionale, lo svolgimento delle attività del circolo nell'ultimo mese e nel prossimo futuro, la riflessione sul primo anno di mandato della giunta di centro sinistra a Gorizia.
   A questo proposito il presidente Dall'Osto ha richiamato a riflettere sul notevole risultato personale del candidato di Forza Italia Gaetano Valenti, già sindaco della città, che vuole oggi proporsi come unico interlocutore di Gorizia in consiglio regionale. Un rischio contro cui ci verrà incontro la nuova guida della regione; d'altro canto i nostri amministratori hanno bisogno di stimoli dall'interno per rispondere al meglio alle esigenze sul tappeto.
   Su invito del presidente, quindi, il segretario Federico Vidic ha portato a conoscenza dei soci le attività del circolo durante il mese di giugno: l'impegno nel sito internet, che in questo periodo ha registrato più di mille visite, il proseguimento delle pubblicazioni de IL POPOLO GORIZIANO, giunto al secondo numero. Gl'indirizzi generali perseguiti dal giornale riguardano la collaborazione con realtà esterne alla città di Gorizia, quali quella col sindaco di Venezia Paolo Costa e col senatore Tino Bedin di Padova: oltre ai contributi in termini di scritti si perseguirà un ulteriore approfondimento con la Margherita e le istituzioni locali; gli altri indirizzi del "Popolo" privilegiano l'estensione del dibattito, anche grazie alla pubblicazione di queste relazioni e agli autorevoli articoli provenienti specialmente dai quartieri, cui si intende dare grande risalto. Il segretario ha poi illustrato le linee guida del progetto di formazione politica serale con l'aiuto di Renato Elia, e ha presentato le nuove iscrizioni, come quella di Luciano Comisso, il quale ha sottolineato l'importanza di essere presenti nei grandi temi cittadini, come quello riguardante l'ospedale.  

Alberto de Fabris ha presentato ai soci il programma del Circolo Medeot di aprirsi agli amici che, abitando nei paesi della provincia, non sono iscritti a un circolo, mancando nella loro zona, oppure non si ritrovano in quelli loro disponibili. Ad essi il Circolo Medeot offre la più ampia disponibilità e la possibilità di trovarsi fra amici che hanno condiviso e vogliono condividere lo stesso percorso di idee. Ha poi espresso la volontà del Comitato di Redazione del Popolo Goriziano di offrire, nel caso di registrazione del giornale in tribunale, la direzione responsabile al prof. Arnolfo De Vittor, che è pubblicista, il quale si è riservato di valutare la proposta.
   Antonio Jakoncic ha commentato l'esito del voto in regione e la successiva formazione, a tempo di record, della giunta di Illy. È chiaro ormai che il sistema maggioritario crea una concentrazione di potere nell'esecutivo, che può agire in maniera deteriore sulla democrazia. Per quanta riguarda il risultato a Gorizia, è necessario stare all'erta per il risultato del centro destra in città, che si è buttato in campagna elettorale con ogni mezzo. (A questo proposito Federico Portelli ha verificato la loro determinazione nel proseguire un'opposizione rotta ad ogni metodo, poiché ritengono che questa abbia loro fruttato il buon risultato elettorale). Il comune, secondo Jakoncic, dovrebbe seguire con attenzione due punti che stanno particolarmente a cuore dei cittadini, dopo questo primo anno di mandato: la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, e la maggiore efficienza della polizia urbana, che appare talora vessatoria, talora negligente. L'amministrazione può influire sui propri dirigenti nelle scelte più impopolari.
   Il consigliere provinciale Alessandro Fabbro ha voluto spendere molte gradite parole di elogio per l'attività che sta svolgendo questo circolo, in particolare per l'iniziativa del giornale, che è stato molto gradito dai cittadini di Gradisca, quando è stato distribuito durante la campagna, per il suo taglio di approfondimento anziché di mera propaganda. Alla soddisfazione per il risultato della Margherita e per la vittoria di Illy si affianca la preoccupazione, che condivide con Jakoncic, per la sproporzione dei poteri fra esecutivo e consiglio, ai vari livelli, comunale, come provinciale o regionale. La Margherita deve spingere per un maggiore bilanciamento dei poteri, che poi si riflette nel modo stesso di fare politica ai vari livelli, fino al proprio inaridimento e all'impoverimento della funzione dei partiti. Dal nostro circolo deve venire una chiara indicazione in tal senso, per la nostra storia e per le radici che condividiamo.
   Angelo Bot ha espresso la sua preoccupazione che la Margherita sia venuta meno alla sua funzione, come partito, di controllo e di azione sulla giunta. Un partito che si limita alla rivendicazione di posti non è un partito che governa: esso infatti non conta nulla se non dimostra la capacità del governo, ovvero partecipazione, condivisione, ascolto, dialogo, sintesi e conoscenza delle problematiche della gente. Dobbiamo capire i problemi dei giovani e degli anziani e individuare nella grande trasformazione attuale le reali questioni poste dai cittadini. Solo così la Margherita potrà superare i personalismi e tornare un centro di dialogo e di discussione concreta. Il prof. De Vittor, concordando, ha rimarcato che, per ricostituire la nostra presenza fra la gente, occorre far circolare i nostri contenuti, come i quartieri hanno lavorato per far conoscere la figura del difensore civico e della polizia di quartiere.

 

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29 MAGGIO 2003

     L'incontro per gli amici del Circolo "Camillo Medeot" è stato fissato dalle ore 19:00 alle 20:15: grazie a questo orario abbiamo notato una partecipazione veramente numerosa, e abbiamo deciso di fissare per quest'ora anche i futuri incontri. Dopo l'introduzione del presidente Enzo Dall'Osto, che ha lo ringraziato della sua presenza, la parola è stata data al candidato al Consiglio Regionale Bernardo De Santis per presentarsi ai soci e illustrare alcune linee programmatiche e di valori che lo hanno guidato alla candidatura.
     In un primo tempo aveva rifiutato la proposta di candidarsi da parte di un circolo cittadino, poi ne aveva discusso con la moglie - è sposato e ha quattro figli - e infine ha accettato; in seguito alla repentina morte dell'amico Ario Rupeni la sua candidatura è stata poi accettata dagli circoli cittadini. De Santis ha messo in luce particolare i valori morali cattolici che intendono ispirare la sua condotta - che, ha avvertito, non è stata lunga in politica - e che lo caratterizzano come persona. A suo parere le indennità di certe cariche pubbliche sono troppo spesso semplice causa di arricchimento:  ha tenuto quindi a ribadire ciò che ha deciso da tempo, cioè in caso di elezione di devolvere il 15% dell'indennità alla Margherita e un ulteriore 15% a favore di un'opera di beneficio alla collettività, a prescindere dal colore politico.
     Il prof. Arnolfo De Vittor ha espresso la sua soddisfazione per il particolare accento sulla questione morale posto da De Santis, poiché forse oggi non si considera importante a sufficienza la reale sostanza di essere cattolici in politica: diversi candidati del centro destra, ad esempio, risvegliano i loro sentimenti religiosi ad uso elettorale e nel vero momento di attuare i loro proclami lasciano i loro scrupoli "sulla soglia di casa". Invece i candidati sono espressione di una comunità politica che devono rispettare e servire nel modo migliore.
     Stefano Chiandetti ha detto di avere ricevuto molto entusiasmo da Bernardo De Santis nelle poche occasione che ha avuto per incontrarlo, sottolineando di non avere grandi richieste particolari da fare, ma ritenendo opportuna una solida collaborazione nel momento in cui l'azione di chi viene eletto è svolta in Consiglio Regionale. La  Regione appunto ha una funzione importantissima di normativa sul mondo della cooperazione (il presidente di Straccis è vicedirettore Associazione Cooperative Friulane di Udine  e Segretario Federlavoro e Servizi FVG, n.d.r.), in particolare sulla cooperazione sociale, e la normativa più avanzata risale al 1992: occorre un impegno per interpretare le nuove esigenze delle cooperative,  soprattutto per un aggiornamento della legislazione.
     Il segretario Federico Vidic ha relazionato sull'ottimo andamento delle visite nel sito (650 in tre mesi) e sulla nuova e ambiziosa iniziativa del Circolo: il notiziario
IL POPOLO GORIZIANO. Stampato in 1000 copie a cura della Margherita cittadina, il notiziario ha coinvolto diversi amici di Gorizia e di fuori (Lapo Pistelli) e ha riscontrato l'interesse di numerose personalità, come il Sindaco di Venezia Paolo Costa. Dopo mesi di inutili chiacchiere finalmente l'idea di Ario Rupeni è giunta a realizzazione, e sarà certamente un motivo in più per la crescita della Margherita cittadina. Con forza perciò abbiamo richiesto la collaborazione di tutti, che di sicuro non mancherà dato l'interesse e il favore espresso da tantissime persone del partito e non.
     Alberto de Fabris ha incentrato il proprio intervento sulla necessità che la Regione dia spazio ai giovani, che in particolare a Gorizia appaiono demotivati e stanchi dell'immobilismo della città - condizione che troverà sbocco solo con la crescita di una nuova e costruttiva classe dirigente: le idee per Gorizia certo non mancano, ma serve qualcuno - in questo caso in Regione - che dia un concreto sbocco. Ecco perché è indispensabile l'impegno e l'ispirazione cristiana nella politica, che esprime come altissimo senso di servizio, dar valore alla persona e insieme opporsi ai personalismi. Molto è il lavoro che ci aspetta.
     La riunione è terminata alle 20:15 in orario, con grande soddisfazione di tutti.

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10 MAGGIO 2003 - LA NUOVA LEGGE SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE DELLE ARMI: INCONTRO PUBBLICO CON IL SENATORE TINO BEDIN

   Sabato 10 maggio 2003 si è svolto il primo incontro pubblico del Circolo "Camillo Medeot", alle ore 18, presso la sala del Consiglio Provinciale (Corso Italia, 55). L’incontro è stato introdotto da Federico Vidic, segretario del Circolo, che ha ringraziato il senatore Tino Bedin della grande disponibilità dimostrata partecipando a Gorizia. La nuova normativa sul commercio delle armi è un argomento forte, scelto anche perché introduce la discussione nell'ambito dell'etica. Un ambito che vede parecchio in imbarazzo la classe dirigente che ci governa attualmente, abituata a gestire il potere con un'arroganza che hanno imposto anche nell'approvare questa riforma.
    Tuttavia questa volta si è toccato un livello macroscopico della logica del centrodestra, cioè l'interesse dei pochi che prevale sul diritto dei molti. In netta antitesi a quella che è la nostra cultura politica. Già Aldo Moro, come ministro degli esteri, ben trent'anni fa individuava nel rapporto fra paesi avanzati e paesi emergenti una questione di attualità dirompente, a cui non abbiamo tutt'oggi dato risposta. E nel commercio degli armamenti coi paesi emergenti si colloca una delle ambivalenze di fondo della politica estera italiana: da un lato grandi affari delle industrie belliche nazionali, e dall'altro lato grandi spese nei programmi di cooperazione e, ad esempio, di bonifica dei territori nei paesi vittime del flagello delle mine.
    Dopo il saluto del sindaco di Gorizia Vittorio Brancati e del presidente provinciale della Margherita Franco Brussa, il senatore Tino Bedin ha esordito evidenziando la sintonia fra la società civile e la Margherita nella comune attenzione sul tema della pace, sottolineando come la maggioranza e il governo stanno eliminando una parte della storia del nostro paese.
    La legge 185 del 1990 è una parte di questa storia: quando nacque, anch’essa fu il frutto di un movimento popolare. La legge conteneva un punto fermo: il “certificato di uso finale”, ovvero l’impresa doveva certificare la destinazione di ogni singolo pezzo d’arma, in modo che non finisse in un paese dove vengono violati i diritti umani. Il disegno di legge di riforma reca già un titolo che trae in inganno: “Ratifica del trattato di Farneborough” un accordo nella cittadina inglese dove si svolge annualmente un’importante fiera di armi. Gli scopi del trattato, stipulato dall’Italia con altri cinque paesi europei sono di formare una massa critica contro la concorrenza delle industrie americane, e di creare una forza armata europea. Per questo occorre che non vi siano più controlli sulle armi all’interno dei sei paesi, e che la legislazione italiana copra le lacune nell’ordinamento degli altri. 
    Ecco dunque perché la nuova legge approvata è difettosa: estende le facilitazioni dall’Italia agli altri paesi UE e NATO; favorisce le industrie belliche; elimina il “Certificato”.
   La linea del governo si rivela dunque di vanificare la sostanza del Trattato, indebolendo la concorrenza europea verso gli Stati Uniti - nella stessa ottica l’Italia è uscita dal Progetto Galileo (sistema di satelliti europei) e A400 (aereo da trasporto militare europeo). Ma ancor peggio per il governo le armi sono una merce come le altre, secondo una concezione della politica tutta in termini economici che svaluta il valore della vita umana.
   Dopo alcune domande di Mario Delneri, Bernardo De Santis, Sonia Ardit e altri, l'incontro si è chiuso alle ore 20.

 

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16 APRILE 2003

     L'ordine del giorno di questa riunione, aperta a tutti i circoli, e che ha riscontrato una buona partecipazione, prevedeva, dopo l'introduzione del Portavoce Enzo Dall'Osto, il ricordo della figura di Ario Rupeni, scomparso improvvisamente lo scorso 1° Aprile. L'amico Alberto de Fabris, a nome del Circolo, ha portato il suo sentito intervento.
     In questo momento tutti sentiamo la mancanza di Ario, ed è nostro dovere proseguire sulla strada che lui ci ha indicato, continuando la sua opera e applicando i suoi insegnamenti come meglio possiamo, nonostante la grave perdita per gli amici e la famiglia. Ciò che ci rimane personalmente è il ricordo della sua disponibilità: per tutti aveva una parola, e nessuno lo ha mai sentito esprimere un rifiuto. Sin da quando l'ho conosciuto nel 1996 - ha detto de Fabris - mi è stata evidente la sua professionalità che ha voluto mettere a disposizione della sua città, quella città che pur da lontano ha sempre amato visceralmente. La sua più grande tristezza gli veniva quando gli oppositori lo accusavano di esser stato troppo lontano - ma talmente bene invece conosceva Gorizia da aver posto lui le basi della vittoria in questa città così allora mal governata. Dai banchi del Consiglio Comunale venivano proposti i suoi cavalli di battaglia: il progetto della collaborazione transfrontaliera, la valorizzazione delle comunità minori, lo sportello unico per le imprese; e poi la sanità, la cultura, il Teatro. Tutti hanno apprezzato la sua grande esperienza amministrativa, svolta nei numerosi viaggi a Campobasso, in Sicilia, in Piemonte, in Toscana; suoi statuti, bozze, progetti, tutti a vantaggio degli enti locali.
     Bisogna perciò volare alto, raccogliere la sua eredità, il suo totale disinteresse. Ringraziava il cielo di non avere necessità economiche grazie al proprio lavoro, e tutto il suo impegno lo poneva a favore della sua concezione alta della politica e delle istituzioni. È stato un uomo dei partiti, perché credeva nella partecipazione alla vita pubblica così come è intesa nella Costituzione: era perciò contrario ai personalismi, all'uomo forte e si è battuto per la valorizzazione delle assemblee elettive. Credeva nel partito, ma non era un uomo di parte; si è sempre speso per il dialogo e per l'unità, così come volle essere Capogruppo dell'Ulivo e non del solo P.P.I.. Se vogliamo accettare l'eredità di Ario, queste sono le sue idee.
     Ario Rupeni è stato ricordato anche da Mario Delneri, che lo ha apprezzato in particolare nell'ampia visione politica che aveva, pur nelle spigolosità del carattere; da Maurizio Di Matteo, che lo ha ricordato come profondo conoscitore della macchina amministrativa - il suo ultimo intervento in Sardegna sulle regioni a statuto speciale -, un uomo che interveniva e che faceva intervenire; da Bernardo De Santis, che poco lo ha conosciuto ma che ne ha potuto apprezzare lo sforzo alla progettazione e al programma; da Walter Birsa, amico sin dalla giovinezza, prima superficialmente e poi più approfonditamente, che ha sottolineato il profondo sentimento che lo legava alla città, agli amici e alle ricchezze di questa terra.
     Il segretario Federico Vidic ha presentato i prossimi incontri con il sen. Tino Bedin (10 maggio ore 18) e con l'on. Lapo Pistelli (22 maggio ore 18); inoltre ha presentato il documento Rafforzamento e valorizzazione della Margherita di Gorizia, chiedendo una risposta scritta da parte di tutti i circoli, dal presidente e dal portavoce del Coordinamento comunale.
     Il portavoce del circolo Enzo Dall'Osto ha chiuso la seduta annunciando che farà presente al Coordinamento le necessità finanziarie del Circolo "Medeot".

 

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13 MARZO 2003

     In primo piano è stata posta l'organizzazione dell'incontro sul tema del documento dei vescovi italiani sull'impegno dei cattolici in politica. Il tema sarà trattato da due relatori, il primo don Renzo Boscarol - tra l'altro collaboratore di Voce Isontina - e il secondo un laico, da contattare. L'incontro, previsto nella sede di Viale D'Annunzio 15 e aperto alla partecipazione di tutti i circoli, si terrà nel mese di Aprile. Arnolfo de Vittor ha sottolineato l'importanza di un momento di riflessione come questo, in un periodo in cui manca il coinvolgimento dei laici cattolici alla vita politica: ad esempio, un tempo si discuteva nelle parrocchie anche di argomenti politici, mentre oggi appare quasi un argomento tabù; cosa ancora più allarmante nel contesto di oggi, in cui, mancando un riferimento "cattolico" preciso come era la D.C., le scelte che riguardano la Chiesa non sono assunte da un gruppo di interesse preciso, costringendo i responsabili pastorali ad agire personalmente presso le Istituzioni. Appunto per il tenore della tematica Giuseppe Beltrami ha proposto il coinvolgimento di un relatore laico.
     Il segretario Federico Vidic ha riferito della riunione (11 marzo) del Coordinamento comunale della Margherita allargato ai responsabili dei circoli: la posizione del circolo "Medeot" scaturita dal dibattito (interventi di Alberto de Fabris, Roberto Cevenini e Maurizio Di Matteo in particolare) è di evidenziare la necessità di un candidato forte per la città, e quindi unico e dotato di una personalità politica in grado di rappresentare bene Gorizia durante la campagna elettorale e soprattutto, in caso di vittoria, in Consiglio Regionale; per questo, esperienza istituzionale, qualità professionali, competenza territoriale sono i criteri da seguire nell'individuazione del candidato. Per questi motivi il circolo ha dato mandato a Alberto de Fabris di sostenere in Coordinamento la candidatura di Ario Rupeni, auspicando in ogni caso la convergenza unanime della Margherita goriziana su un candidato appoggiato da tutti, in base ad un programma condiviso.
     La presentazione "visiva" del sito del Circolo "Medeot" ha destato la soddisfazione di tutti e ha dato una consolazione a chi si è impegnato a farlo nascere, cioè chi scrive. La presentazione ufficiale del sito non appena possibile.

 

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20 FEBBRAIO 2003

     Molteplici sono stati gli argomenti dell'incontro odierno. I cittadini sono scettici sull'impegno in politica perché spesso capita che la politica toglie e non dà.
     A questo proposito Michele Totaro ha espresso la convinzione del Circolo: che dobbiamo discutere di problemi proposti della gente. Ad esempio, uno dei problemi di cui non si fa nemmeno menzione è quello del cosiddetto "cumulo" dei redditi, una evidente ingiustizia che colpisce molti lavoratori… Interrogativi che il Circolo vuole porre ai nostri parlamentari.
     In particolare, la funzione, l'organizzazione e il grado di autonomia dei circoli sono state oggetto del quesito di Mario Corbatto, già Sindaco di Grado, e dell'intervento del portavoce Enzo Dall'Osto. Il ruolo del "Medeot" si esercita nella proposta culturale nell'ambito della Margherita.
     In quest'ottica si è inserita la riflessione di Alberto de Fabris sui criteri per le candidature regionali. Nella lista provinciale del partito deve essere rappresentata autorevolmente la presenza di Gorizia, che soffre da diverso tempo della mancanza di rappresentanza diretta in Consiglio Regionale. In quest'ambito, la Margherita potrà valorizzare tutte le potenzialità di Gorizia realizzando una convergenza su una personalità cittadina di alto profilo, che possa affiancare il presidente Illy una volta eletto.

     L'intervento del segretario Federico Vidic ha trattato dei prossimi appuntamenti pubblici del "Medeot" e della nascita di questo sito web, teso ad una più ampia partecipazione delle componenti cittadine al dibattito politico e culturale.
     Infine Giuseppe Beltrami ha ricordato la figura umana di Camillo Medeot, studioso schivo che per primo ha messo in luce la reale coesione dei Goriziani prima della Grande Guerra, quando in città moltissimi conoscevano le quattro lingue, come rilevato da Giovanni Marchi e Ladislava Silli.

   

 

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