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che verrà esaminata dall'Assemblea del Circolo Giovedì 25 novembre 2004 ore 20:30

Situazione e prospettiva della Margherita a Gorizia e per Gorizia,

nella federazione dell’Ulivo e nella Grande Alleanza Democratica

 

1.

In questo momento storico più di altri è evidente la difficoltà della politica a cogliere le reali attese della comunità, a delineare una diversa cultura generale nella quale emerga la centralità della persona, ad agire esaltando spirito di servizio, capacità, sintesi moralmente fondata tra mezzi e fini dell’attività politica ed amministrativa.

Fra quanti hanno creduto e credono ancora che la proposta della nascente esperienza della Margherita è lo strumento adeguato per tali obiettivi riteniamo in particolare che l’apertura alla partecipazione diffusa attraverso i Circoli abbia acceso entusiasmi e mobilitato persone anche estranee all’impegno politico diretto.

Questa novità ha coinciso a Gorizia con la campagna elettorale per le elezioni comunali che hanno visto prevalere il Sindaco Vittorio Brancati, tra i protagonisti della Margherita ed a capo di un’ampia coalizione che riproponeva, come nelle due elezioni del Presidente Giorgio Brandolin in Provincia, quella Grande Alleanza Democratica che adesso è stata rilanciata nel nostro Paese da Romano Prodi.

La Margherita risulta quindi centrale nella sua capacità di attrarre sia le forze sociali e politiche su un progetto politico condiviso, sia le realtà associative e i cittadini alla partecipazione politica ed al voto.

La vittoria del 2002 ha quindi realizzato una reale unità degli elementi principali della politica: progetto politico-programmatico, solida alleanza tra forze politiche diverse, rapporto trasparente con l’opinione pubblica che ha creduto e premiato questa proposta rappresentata direttamente dal Sindaco Brancati.

Prima e dopo la campagna elettorale c’erano stati ampi sostegni e prestigiosi riconoscimenti a Gorizia ed alla Margherita, facendone quasi un caso nazionale: da qui, è stato affermato, si fonda l’aggregazione per le elezioni regionali del 2003, per le regionali del 2005 e per le politiche del 2006.

Tutto questo è accaduto anche per il prezioso lavoro di tessitura e di guida di Ario Rupeni.

2.

La realtà, dalla formazione della giunta Brancati alla crisi attuale, ha evidenziato in questi due anni potenzialità e limiti.

Significative soprattutto, tra le prime, le esperienze che hanno esaltato gli elementi fondativi dell’alleanza di governo e della proposta elettorale: il processo di integrazione europea, le leggi sulla tutela e valorizzazione della comunità slovena, il rilancio della città Capoluogo nelle sue intrinseche vocazioni (Piano Strategico) e nei suoi rapporti con la Provincia e i comuni dell’Isontino, al pari delle sinergie e condivisioni all’interno del Protocollo di collaborazione transfrontaliera.

I limiti, anche pesanti, sono invece riscontrabili sempre quando sono emerse posizioni di parte e protagonismi personali e di partito: in questo la dirigenza comunale della Margherita ha assunto ruolo pesantemente negativo.

Dal sistema attuato per il controllo del partito, dalla preparazione alla celebrazione della convenzione comunale, al soffocamento del dibattito interno e della partecipazione attiva dei circoli, fino alle iniziative di contrapposizione pubblica nei confronti sia di componenti interne alla Margherita (Unione Slovena), sia di forze politiche della coalizione di governo (Rifondazione Comunista).

Iniziative ed atteggiamenti non solo in netto contrasto con le idealità fondative della Margherita, ma dannose, fino ad essere potenzialmente devastanti nei confronti del Sindaco Brancati, fatto progressivamente oggetto di denigrazioni esplicite nelle stesse riunioni degli organismi statutari. Gli stessi rapporti con il Gruppo Consiliare sono stati di sovrapposizione ed anche di imposizione, mai di dialogo costruttivo.

La stessa ripetitiva sequela di comunicati congiunti tra i segretari della Margherita e dei DS, in particolare sulla sanità, ha dato il segno di una distanza incolmabile tra i valori, lo spirito ed il progetto politico-amministrativo iniziale ed il comportamento di quanti detengono il potere interno all’attuale segreteria comunale della Margherita.

I rapporti con la Margherita non solo locale hanno visto più volte in seria difficoltà lo stesso Sindaco Brancati. In modo particolare non si è concretizzata quella leadership politica che Gorizia deve esercitare nei confronti del territorio provinciale, regionale e transfrontaliero. Non sono emerse quelle solidarietà a livello provinciale e regionale che sole avrebbero potuto portare Gorizia a ricoprire un ruolo di rilievo nell’ambito più vasto. Il partito della Margherita a tal riguardo è stato sinora inefficace e, fatta eccezione per alcuni generici ed episodici comunicati di solidarietà al Sindaco, ha mancato nella capacità di confronto politico all’interno e al di fuori dei confini della città, per assicurare a Gorizia quel ruolo di protagonista così ben tracciato nel programma politico-amministrativo del partito.

La vicenda della sanità assume in questo contesto un ruolo decisivo ma non isolato: è sotto gli occhi di tutti il pesante condizionamento che la Regione FVG sta attuando nei confronti della Provincia di Gorizia e del suo capoluogo in particolare:

-    l’assenza da un ruolo protagonista del Presidente della Regione Riccardo Illy sulle vicende strategiche del territorio, con il mancato riconoscimento, fino anzi alla esautorazione, della realtà confinaria goriziana dallo sviluppo della specialità regionale;

-    la divisione in atto tra i poteri forti di Trieste e del Friuli che porterebbero netti alla divisione della Provincia di Gorizia oltre che della stessa unità regionale;

-    il progetto di alcuni ambienti di ridurre il ruolo di Gorizia e avvicinare la cosiddetta “città mandamento di Monfalcone” all’Area Metropolitana di Trieste;

-    la stretta corrispondenza tra questi ambienti con i protagonisti in negativo della sanità isontina e della scelta del S. Giovanni di Dio, contro la prospettiva della Cittadella ospedaliera Internazionale sul confine italo-sloveno.

Questa situazione è aggravata dalla mancanza di dialogo e condivisione all’interno del partito, sia in termini di discussione che di valorizzazione delle pluralità di espressioni e di opinioni che rendono ricca e peculiare la nostra formazione politica, rendendo difficile trovare le soluzioni adeguate a rispondere a queste importanti sfide.

3.

Questi i principali fattori di disagio che hanno condotto alla iniziativa di oggi, assunta con un confronto anche critico, ma che adesso intende proseguire con obiettivi condivisi sia di breve che di lungo periodo.

La nostra prospettiva è che la Margherita:

-    affermi che la coalizione di centro sinistra ha rappresentato sinora e continuerà a rappresentare una forma di collaborazione strategica che va salvaguardata e rafforzata;

-   ribadisca la piattaforma programmatica concordata tra le forze politiche di centro sinistra in occasione delle elezioni, per il rilancio di una politica riformista che renda prioritaria la salvaguardia delle libertà umane e civili e che dia voce e dignità alle persone maggiormente bisognose di tutela, voce e rappresentanza;

-    persegua la pari dignità politica tra tutte le forze che compongono la coalizione di centro sinistra;

-   affermi la necessità di continuare nella leale collaborazione con l’Unione Slovena e con Rifondazione Comunista, che, concordi su una comune piattaforma programmatica, hanno contribuito alla vittoria elettorale del 2002;

-   riconosca la leadership politica del sindaco Vittorio Brancati, che va sostenuto, pur nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, nell’azione politico-amministrativa sua e della sua giunta;

-   cessino i protagonismi di esponenti politici anche di giunta, ma che con disinteresse personale e spirito di servizio tutti lavorino per costruire le condizioni per la realizzazione del progetto innovatore della Margherita e del centro sinistra.

Questo nella convinzione che sono valori imprescindibili la partecipazione, la condivisione delle decisioni strategiche, il rispetto degli impegni sottoscritti e delle regole, la lealtà verso gli alleati ed il rispetto degli avversari, il primato delle esigenze della comunità delle persone, a cominciare dai più esposti ed indifesi della società.

Sul piano programmatico deve essere ribadita la centralità e la validità del programma del centro sinistra del 2002, integrando come elementi imprescindibili il riconoscimento da parte della Regione FVG del ruolo essenziale dell’Isontino e del suo Capoluogo nel processo di integrazione europea e della contestuale riaffermazione della specialità e della stessa unità regionale. Riteniamo fondamentale trovare un punto di condivisione, un denominatore comune e condiviso a guida delle scelte che, per primi i cittadini di Gorizia, da noi si attendono.

4.

Per questi obiettivi riteniamo indispensabili i seguenti passaggi:

1 – il convinto sostegno, culturale e propositivo, al Sindaco Vittorio Brancati nell’attuale fase di confronto politico e programmatico, da arricchire anche con la partecipazione della società civile ed a sostegno della coalizione che fin dall’inizio ne ha sostenuto la candidatura;

2 – la partecipazione attiva, nelle forme e nei modi autonomamente previsti e nella valorizzazione della nostra peculiarità, alla promozione della Federazione dell’Ulivo come proposto da Romano Prodi e della Grande Alleanza Democratica, anche con un confronto culturale e programmatico con le diverse realtà spontaneamente formatisi anche negli ambienti di società civile e politica vicini alla sinistra della coalizione;

3 – un confronto aperto con le segreterie comunale e provinciale, fino al coinvolgimento della Margherita regionale e nazionale, per porre formalmente e sostanzialmente il ruolo di Gorizia e della sua Provincia come elemento di valenza regionale e nazionale, per arrivare a riconoscimenti negli elementi strategici, in primo luogo sanità, università, piano del traffico, turismo culturale e servizi commerciali ed avanzati (come peraltro individuati nel Piano Strategico redatto dalla Giunta Brancati e dal Protocollo di Collaborazione Transfrontaliera impostati dal Presidente della Provincia Brandolin), nell’ambito di un quadro più ampio che comprende argomenti altrettanto importanti quali il ruolo e le linee di sviluppo dell’Autoporto e di Sdag, il sistema scolastico e formativo cittadino, le scelte inerenti gli interventi urbanistici e strutturali sul territorio, la riorganizzazione amministrativa, con particolare riferimento alla questione del decentramento e della sua organizzazione;

4 – sospensione degli attuali organi della segreteria comunale della Margherita, con individuazione di un gruppo ristretto di persone, coordinate dal segretario provinciale della Margherita, fino alla conclusione di tale processo di verifica politica e programmatica che porti auspicabilmente al rientro, a tutti gli effetti, del Sindaco Brancati nella Margherita, a sancire l’avvenuto riconoscimento da parte regionale e nazionale del ruolo della città come descritto sinteticamente al punto precedente;

5 – indizione dell’Assemblea straordinaria della Margherita comunale come conclusione di tale percorso, per avviare il percorso di rinnovamento di organismi, metodi ed obiettivi politici.

 

 

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