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I giovani: siamo “cancellati” dal Comune

di Luca Corolli *


Le politiche inerenti i giovani sono state al centro di accesi dibattiti nel corso degli ultimi mesi all’interno del Comune di Gorizia. Per prima, la scorsa primavera, è emersa la cosiddetta “ordinanza anti-schiamazzi”, promossa dal sindaco Romoli, con la quale l’amministrazione comunale ha cercato – invano – di risolvere i problemi legati alla rumorosità notturna di alcune zone del centro limitrofe ai principali bar cittadini. Quindi si sono affrontate le tematiche legate alla creazione di una consulta giovanile comunale, su proposta del consigliere del PD Federico Portelli. Due casi ben distinti, che lasciano perplessità per motivazioni differenti sull’operato dell’attuale maggioranza comunale.
Andando con ordine, affrontiamo prima la vicenda dell’“anti-schiamazzi”. Similmente a quanto accaduto nel caso delle mense comunali, l’amministrazione si è mossa senza una reale e concreta discussione con tutte le parti in causa, portando così alla formazione di un comitato, “Gorizia è viva”, a difesa delle ragioni dei giovani contro un provvedimento che faceva chiudere i bar addirittura a mezzanotte. Uno scontro che alla fine non ha portato ad alcun miglioramento della situazione, dato che l’obbligo di chiusura è stato poi esteso di un’ora, con tolleranza di un’altra ora e orari prolungati nei giorni di maggior frequentazione dei bar (ovvero quando si verificano questi schiamazzi). Per chi non conosce da vicino la questione, c’è da far notare che il volume della musica dei bar non è mai apparso al loro esterno troppo alto, tale da non far dormire i residenti, come invece il sindaco ha voluto far credere. Il vero problema della zona, mai affrontato adeguatamente nonostante i proclami, sono quei pochi giovani privi di buona educazione che, uscendo dai bar, si spostano facendo chiasso in prossimità delle abitazioni, cosa evitabile semplicemente schierando qualche agente, e andando a punire solo i veri responsabili. Invece, si è preferito colpire tutti ed indiscriminatamente senza risolvere i problemi, così chi prima non dormiva ora continua a non dormire, e chi prima poteva passare una serata in tranquillità e civilmente (ovvero la maggioranza dei giovani) ha visto i bar chiudere in anticipo.
Riguardo alla consulta comunale dei giovani, gli appunti da fare sono differenti. Innanzitutto, bisogna specificare che questo dovrebbe essere un organismo gestito autonomamente dai ragazzi della città al fine di formulare proprie proposte ed iniziative. Qualcosa di evidentemente necessario in un Comune dove i giovani lamentano da ormai troppo tempo di essere trascurati e dal quale non vedono l’ora di “scappare”. Il Sindaco, in un altro dei suoi proclami, ha sostenuto che la proposta presentata dal centro-sinistra prevedesse una “consulta burocratica che parte dall’alto” e che molto egli si era già confrontato con varie associazioni giovanili riguardo progetti futuri. Infatti, a riprova dell’interesse dell’attuale amministrazione verso le politiche giovanili, la discussione della proposta del consigliere Portelli è avvenuta con grande calma, e non prima della formulazione di una contro-proposta da parte della giunta. Un documento che, tanto per confermare le parole di Romoli, propone una consulta con a capo lo stesso Sindaco e con al suo interno l’assessore alle politiche giovanili. Cose ovviamente non previste in alcun modo dalla proposta originale del centro-sinistra, dove gli unici componenti della consulta dovevano essere i giovani, a rappresentanza dei vari ambienti cittadini, come quelli associativi, privi di condizionamenti politici diretti.
Le politiche giovanili a Gorizia, dunque? Al momento non c’è molto più che proclami. Per la consulta giovanile staremo a vedere cos’accadrà quando i consiglieri saranno tornati dalle ferie. Ma i tempi che si prospettano, ahimé, sembrano essere (volutamente?) biblici.

* Coordinatore dei Giovani Democratici della Provincia di Gorizia