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Federico, sullo scranno pił alto del Consiglio...
Intervista a Federico Portelli, presidente del Consiglio Comunale di Gorizia


Federico Portelli, iscritto della prima ora della Margherita di Gorizia, candidato nelle liste della Margherita alle elezioni comunali del giugno 2001 è stato eletto consigliere comunale, con notevole successo di preferenze personali, e dal 31 ottobre 2002 ricopre la carica di Presidente del Consiglio Comunale.
Ad un anno quasi dalla seduta di insediamento, ed a quasi otto mesi dalla tua elezione a Presidente del Consiglio Comunale, è possibile tracciare un primo bilancio dell'attività svolta dalla assemblea cittadina?
In effetti, pur essendo passato solo un anno dall'insediamento dell'Assemblea, l'attività svolta è stata intensa anche se non sempre, come ovvio, i lavori sono filati lisci. Comincerei ricordando, in particolare, alcune fasi, abbastanza critiche, dei rapporti tra gruppi di maggioranza e di opposizione: l'applicazione della legge 38, la tentata delegittimazione del sindaco e dell'assemblea dovuta al ricorso al TAR ad opera di Forza Italia, l'aspra dialettica sull'incompatibilità dapprima del consigliere Scarano e successivamente del consigliere Pinto, ed infine alcuni episodi ostruzionistici che hanno prolungato i lavori dell'Aula fino alle cinque del mattino. Il tutto, ben inteso, perfettamente legittimo da parte dell'opposizione; spesso si aveva, però, l'impressione che la campagna elettorale non fosse mai finita, anche dopo le elezioni comunali e fino a quelle regionali. La maggioranza consiliare, dal canto suo, ha lavorato compatta in supporto al sindaco ed alla giunta. Come era lecito attendersi, tuttavia, le azioni delle forze di maggioranza sono risultate meno eclatanti rispetto a quelle dell'opposizione ed hanno avuto minor eco.
Quali sono stati i momenti più difficili?
I momenti più difficili, anche emotivamente, sono stati i lutti che hanno funestato il Consiglio. Dapprima la scomparsa della figlia del consigliere Scarano, e le sue successive dimissioni, poi la morte dell'amico Rupeni. Ma anche la Conferenza dei Capigruppo, alle volte, ha procurato dei grattacapi.
Quali sono, in particolare, i compiti del Presidente del Consiglio Comunale?
La carica di Presidente del Consiglio esiste necessariamente solo nei capoluoghi di provincia e nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, ed ha natura giuridica di organo dell'ente locale, mentre negli altri comuni l'istituzione della carica è facoltativa. Al Presidente compete la convocazione del Consiglio, la conduzione dei lavori dell'aula e la direzione delle attività che si estrinsecano al di fuori delle sedute (i lavori della conferenza dei capigruppo, la funzione di rappresentanza dell'organo consiliare, ecc.). E' suo compito, inoltre, assicurare in modo adeguato e preventivo, sia ai gruppi consiliari che ai consiglieri, l'informazione sulle questioni sottoposte al Consiglio. Questo, a dire il vero, non sempre è risultato agevole: l'amministrazione di un ente come il Comune è complessa e spesso le informazioni dalla struttura giungono incomplete o senza l'anticipo richiesto. Ho tuttavia delle valide collaboratrici e siamo sempre riusciti a far fronte ai problemi. Un'altra volta, se vuoi, potremo parlare delle competenze specifiche del Consiglio Comunale.