Riprendiamo
un percorso di condivisione e trasparenza
“Riprendere,
da subito, la strada della partecipazione aperta, della
trasparenza, della indispensabile sintesi tra cultura e politica.”
A margine della prima Convenzione Comunale della Margherita
riteniamo doveroso precisare alcuni aspetti che riteniamo fondamentali
per la continuità di quel contributo politico che molti
di noi hanno profuso per avere un’Ammi-nistrazione più
attenta e sensibile alle istanze dei cittadini.
I Circoli della Margherita, aperti a tutte le persone di buona
volontà anche non
iscritte al partito, sono stati un segnale nuovo nel panorama politico
italiano, al quale hanno aderito con entusiasmo moltissimi cittadini
di diversa provenienza, accomunati dall’unico desiderio di operare
per il bene della città. Questo è il movimento spontaneo che ha
prodotto dei cambiamenti sostanziali
come il ricambio dell’Amministrazione comunale
prima e di quella regionale poi.
Oggi purtroppo dobbiamo assistere, all’interno della Margherita, ad
una preoccupante variazione di
rotta, poiché il nuovo regolamento per la Convenzione comunale
del partito – strenuamente voluto da
alcuni e non condiviso da altri – ha snaturato di fatto
quella funzione di partecipazione democratica insita nella
realizzazione dei Circoli.
La Convenzione,
che doveva essere un solido punto di partenza su basi condivise
di metodi, regole e programmi, si è trasformata fin dalla
sua preparazione in un disegno ben orchestrato di affermare una
dirigenza già decisa, da parte di chi ha pensato di ottenere
posizioni privilegiate con i tesseramenti forzati di persone avulse
dal movimento e da un seppur minimo coinvolgimento, utilizzando metodi
davvero di una politica che rifiutiamo categoricamente.
Anzitutto si è trascurato il confronto sulle possibili e necessarie
convergenze su alcuni elementi forti del programma politico della Margherita,
a cominciare dalla nuova centralità del Capoluogo nello
scenario aperto dal processo di integrazione europea, fino alla sfida
sul piano provinciale e regionale, allo stesso schieramento del centro
sinistra, sul ruolo che si intende riconoscere a Gorizia in questa prospettiva.
Sanità e programmazione ospedaliera, Università,
infrastrutture logistiche, lavoro per i giovani
sono i cardini di un progetto che la nuova maggioranza e la
nuova Giunta Brancati hanno posto con autorevolezza e che la
Margherita cittadina afferma di sostenere, ma senza una forte
condivisione interna e senza una adeguata partecipazione esterna alla
sua classe dirigente. Inoltre una distinzione netta c’è stata
invece sulle regole, sui comportamenti, sui criteri di selezione
della classe dirigente.
Assessori comunali
hanno ribadito che con gli ideali non si risolvono i problemi
della gente: si va verso il partito senza radici nel patrimonio
storico e culturale che è l’essenza di una formazione politica?
Abbiamo la fondata convinzione che si è trattato di una prova
di forza che non serve al futuro della Margherita, mentre ci sono
energie personali, anche nell’Ufficio di presidenza appena eletto,
in grado di riprendere, da subito, la strada della partecipazione
aperta, della trasparenza, della indispensabile sintesi tra
cultura e politica, contro ogni pur
evidente tentativo di affermare una classe dirigente
forte solo dei numeri,
se non proprio delle tessere.
I nostri Circoli intendono continuare a contribuire, in
autonomia e condivisione, anche se i primi
passi sono stati imposti nella direzione contraria, a questa
esigente sfida di riprendere l’impegnativa strada maestra: la via
indicata da Ario Rupeni, alla quale avevamo aderito fiduciosi in un
nuovo corso anche per Gorizia.
I
Portavoce dei Circoli della Margherita
“Camillo Medeot”, “Gorizia Città Libera”, “Identità e
Integrazione”
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