CAMILLO MEDEOT
La
figura e l'opera
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Nato a San
Lorenzo Isontino il 25 luglio 1900, CAMILLO MEDEOT proviene da
una famiglia - come la descriverà lui stesso a Quirino Principe nel 1975 -
"contadina povera ma non poverissima". I genitori, vedendolo un bambino gracile
non adatto al lavoro nei campi, decidono di farlo studiare, prima alla scuola popolare al
paese, poi a Gradisca all'Istituto Magistrale. Studi che la I guerra mondiale interrompe
nel 1915. È profugo a Landegg-Pottendorf, in una delle "città di legno (Barackenlager) costruite dallImpero
per gli sfollati dalle zone di guerra, e viene assunto ad appena 16 anni, in quanto
studente, nellamministrazione del campo. Dopo 2 anni riprende gli studi
magistrali a Kremsier (attuale Kromeríz), in Moravia. Li completa a guerra finita, nel
1919, presso il Regio Istituto magistrale maschile di Gradisca e prende subito servizio. Per
l'insegnamento ha una vera e propria passione, tanto da amare il solo titolo di Maestro.
E' così che insegna a Monticchio (Pola), Lucinico, Cormòns, Dolegna, Brazzano, e infine
presso il seminario minore di Gorizia, dal 1925 al 1965.
Il 23 maggio 1931 sposa una collega, Ofelia Marega; avranno 5 figli.
Matura proprio nel 20 quella vocazione a cattolico
integrale che esprimerà nella collaborazione a LIdea del
Popolo, ove firma coraggiosi articoli di critica del fascismo; nella
partecipazione alla politica, quale iscritto al Partito Popolare Italiano
dal 1920 al 26, quando il partito ufficialmente si scioglie, dal 1945 alla Democrazia
Cristiana - e in questa militanza ricopre le cariche di consigliere
comunale, dal 1952 al 1956, e assessore in giunta (alla Pubblica Istruzione: 1945-48,
1952-56); nellattività interna a tante
associazioni del laicato cattolico, come Presidente della sezione isontina della
associazione magistrale "Niccolò Tommaseo" dal 1923 al 1927 e dell'AIMC (Ass.
Ital. Maestri Cattolici), come promotore del sindacato magistrale provinciale. La sua
azione in ambito ecclesiale lo porta ad essere presidente dell'Azione Cattolica
(1947-48 e 1958-64) e dei comitati civici (1952-60);
nella gestione di istituzioni cittadine: il collegio Dante Alighieri,
lIstituto comunale di
musica, il Comitato comunale aiuti internazionali,
listituto Oddone Lenassi. Nel 1960 fonda il Centro Cattolico Isontino di
Cultura.
Inizia nel 1965 una produzione
storiografica dedicata ai caratteri originali della cultura isontina e al ruolo
locale di Chiesa e movimento cattolico, animata dal desiderio di dar voce ai vinti e
far amare la nostra storia alle categorie più umili della nostra gente
così nella lettera a Carlo Guido Mor del 1982, quando si definisce solo un manovale
della storia. Dopo aver collaborato con giornali e riviste, nel 1968 pubblica
la sua prima opera, Storia di preti isontini internati nel 1915, che lo rivela accurato
ricercatore delle fonti e coraggioso lettore della storia della sua terra e della sua
gente. Di profondo rinnovamento nella storiografia regionale è il suo fondamentale I
cattolici del Friuli orientale nel primo dopoguerra (Gorizia, 1972).
Attraverso le sue pagine, generazioni di uomini semplici e grandi,
umili e coraggiosi hanno ritrovato ricordi, dignità e giustizia. Luigi Tavano ha
affermato: "Ha contribuito con la sua opera ad una storia globale attenta alla
complessità dei suoi fattori ed al peso, fra questi, del soggetto popolare."
Per modestia rifiuta, sempre nel
1982, la presidenza dellIstituto di storia sociale e religiosa, che ha contribuito a
fondare.
La sua ultima fatica, la storia di San Lorenzo Isontino, è uscita
nell'anno della sua morte, il 6 agosto 1983 a Gorizia.

Opere di Camillo Medeot
Storie di preti isontini internati nel 1915, Gorizia 1969;
I cattolici del Friuli orientale nel primo dopoguerra, Gorizia 1972;
Le orsoline a Gorizia 1672-1972, Gorizia 1972;
Due friulani internati (1915-18), Udine 1974;
Lettere da Gorizia a Zaticina, Udine 1975;
Cronache Goriziane 1914-18, Gorizia 1976;
L'Istituto Magistrale di Gradisca 1909-1926, Udine 1977;
Friulani in Russia e in Siberia 1914-1919, Gorizia 1978;
Prigionieri friulani a Novi Zavòd, IN LXXI 1979;
Viva il Friûl, VC 13.1.1979;
Il primato dei fratelli Mosetti, IN LXXII 1980;
Grado 1914-1919, Gorizia 1980;
Un friulano nelle terzine giocose di un istriano, IN LXXVI 1981;
La storia della mia gente, San Lorenzo Isontino, Gorizia 1983.

Bibliografia su Camillo Medeot
T. Tessitori, Sacerdoti al confino, MV 30.5.1970;
G. Biasutti, Camillo Medeot, Lettere da Gorizia..., PAN XXXVII 1977;
G.N. Matalon, Gorizia e l'Isontino, VC 16.12.1978;
F. Salimbeni, Ricordo di Camillo Medeot lo studioso di storia patria, SG
LVII-LVIII 1983;
C.G. Mor, Il maestro Medeot, IN II 1983;
M. Brecelj, Camillo Medeot, Goricki letnik XI, 1984;
F. Salimbeni, Camillo Medeot, in Marian e i paîs dal Friûl Orientâl,
Udine 1986;
G. Nazzi, Defriulanizzazione di Gorizia, Udine 1993;
I. Santeusanio - L. Pillon, Camillo Medeot: la figura e l'opera, Gorizia 1993;
Una vita da testimone, Voce Isontina 27.11.1993;
G. Faggin, Camillo Medeot tradizione goriziana, Voce Isontina
5.8.1995;
F. Vidic, Le
battaglie di Camillo Medeot, Il Messaggero Veneto 5.8.2003.
16 luglio 2003. Si avvicina l'anniversario della
morte di Camillo Medeot: il 6 agosto sono giusti 20 anni. Ecco
dunque una breve recensione di una, seppur poco conosciuta, fra le
più significative opere dell'Autore.
Federico
Vidic
RITRATTO
DI UNA CITTÀ E DI UNA CHIESA SOTTO LE GRANATE
"Lettere
da Gorizia a Zatičina" di Camillo Medeot
In un attimo è volata la lettura di questo libretto di Camillo
Medeot. "Lettere da Gorizia a Zatičina":
dovrebbe essere il pane quotidiano di chi ha a cuore la storia della
nostra città; ma non una storia fine a se stessa (come se ben
indirizzata mai lo è), la storia che dai fatti accaduti e analizzati
criticamente pone in essere il progetto per l'avvenire e la
consapevolezza della reale vicenda di Gorizia.
Con
l'usuale attenzione ai testimoni oculari, alle fonti più dirette
della vita quotidiana, quali appunto le lettere, Medeot riporta alla
luce le vicende tormentate del primo anno della Grande Guerra a
Gorizia martoriata dall'ostinato fronte che oppone Austriaci ed
Italiani. Fino alla fatidica VI Battaglia dell'Isonzo, quando la città
viene "redenta" (secondo gl'Italiani) o "occupata"
(secondo i sudditi del Kaiser). La vicenda collettiva di una città
isolata dal resto del contado e della diocesi viene esposta attraverso
le lettere - rendiconto stilate da mons. Francesco Castelliz al
Principe Arcivescovo Francesco Borgia Sedej (presule della città dal
1906 al 1931), allora rifugiato presso il Convento di Zatičina.
Emerge quindi la complessa e contrastata figura di mons. Castelliz, di
cui Camillo Medeot "rileva l'impasto di contraddizioni e di
permalosità e, soprattutto, di una certa compiacenza di sé o di
essere sempre lui il Deus ex machina" (P. Londero, dalla Presentazione
al libro). Altro attore principale il maggior generale Zaidler,
comandante della piazza di Gorizia, uomo tratteggiato con qualche
ironia di eccezionali doti militari, leale, onesto, ma euforicamente
troppo sicuro di sé.
Attorno
si svolge tutta la serie di personaggi e fatti quotidiani intrecciati
ai grandi momenti della storia, narrati con una certa leggerezza e
grande padronanza di stile, con l'obbiettivo sempre chiaro di esporre
con la massima imparzialità e lucidità quella "storia
patria", come rilevato da Fulvio Salimbeni, che è "storia
della propria terra e della propria gente".
Hanno
scritto di questo libro:
Biagio
Marin,
in una lettera all'autore: "Caro Medeot, ancora una volta devo
lodarla per il suo zelo, anche se sempre non concordo col suo tatto,
che può sfocare troppo la realtà. (…) Certo tutto l'ambiente
ecclesiale risulta poco eroico. Comunque questa sua paziente opera di
documentazione ha il suo valore, per il quale è giusto che lei sia
ringraziato".
Ervino
Pocar,
anche lui all'autore: "Respinta da Milano, ho ricevuto qui la
sua pubblicazione, annunciatami fin da Salisburgo. Ne ho letto subito
una parte ammirando la precisione dello storico e la invidiabile
fortuna del pescatore di documenti. Ma chi veramente vuole
arriva a concludere. (…). P.S. 4 luglio. Ho letto tutto il
volume. Ah, quella lunga descrizione dell'agonia della nostra
amatissima Gorizia!".
Pietro
Londero,
nella Presentazione al libro: " Le Lettere da Gorizia a Zatičina
(…) sono un'altra perla che egli va infilando nella collana che
vuole appendere al collo della sua bella Gorizia".
"Lettere
da Gorizia a Zatičina", Udine
1975, La Nuova Base
Disponibile
presso la Biblioteca Statale Isontina e la Biblioteca del Liceo
Ginnasio "Dante Alighieri" di Gorizia (copia autografata).
Concorso
internazionale
Premio "Camillo Medeot"
International Competition
Prize "Camillo Medeot"
Camillo Medeot,
indiscusso protagonista di alcune stagioni del movimento cattolico ed
insigne studioso di storia e tradizioni locali, nacque a S. Lorenzo
Isontino il 25 luglio 1900. Completati gli studi magistrali dopo le
vicende belliche, si dedicò all'insegnamento per quarantacinque anni.
Terminato il suo impegno scolastico, si dedicò completamente agli
studi storici ed alla divulgazione delle sue ricerche. Socio fondatore
dell'Istituto di storia sociale e religiosa di Gorizia, morì il 6
agosto 1983.
Per ricordare i
vent'anni della scomparsa di Medeot nel 2003, l'Istituto di storia
sociale e religiosa ha ricordato la sua figura e l'opera bandendo il
CONCORSO INTERNAZIONALE PREMIO TESI DI LAUREA / SPECIALIZZAZIONE /
DOTTORATO "CAMILLO MEDEOT", con cui si intendeva premiare
una tesi inedita dedicata a tematiche connesse con la storia dei
fenomeni religiosi e le loro ricadute nei campi politico-sociale,
artistico-culturale, economico nel Goriziano.
Il premio di € 2.000,00 stanziato dalle Banche di Credito
Cooperativo di Staranzano, Lucinico, Farra e Capriva, Fiumicello ed
Aiello, Doberdò e Savogna (Doberdob in Sovodnje), Turriaco e Villesse
è stato vinto ex aequo da Maria Cristina Cergna con la
tesi La relazione della peste (1682) di Gio Maria Marusig e Feliciano
Medeot con la tesi Specificità amministrative nel Friuli
Orientale "Bianco": il caso di San Lorenzo Isontino
L'Istituto di storia
sociale e religiosa nel rinnovare la memoria dell'opera di Camillo
Medeot bandisce la II edizione del premio: il concorso è aperto a lavori
inediti, comprese tesi di diploma, specializzazione e dottorato, non
premiate in analoghi concorsi, dedicate a tematiche connesse con la
storia del territorio già compreso nella Contea di Gorizia.
Bando
2005-2006
Informazioni
Segreteria dell’Istituto
di storia sociale e religiosa
Via del Seminario, 7 -
34170 GORIZIA (aperta dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30)
(tel. / fax:
0039.0481.530392; e-mail: istitutodistoriasociale@virgilio.it;
www.issrgo.it)
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