FULMINEE
Segnalateci frasi, proverbi ed espressioni
concise ed efficaci, che siano in attinenza
con l'attualità locale e globale e corredate di riferimenti, oppure pezzi d'autore su
Gorizia.
Saremo lieti di pubblicarle qui sotto!


"L'America
e l'Europa hanno il diritto e il dovere di combattere con tutti i mezzi di cui dispongono.
Ma la guerra è quasi sempre inefficace, inutile, controproducente. Un martello non
distrugge una palla di mercurio: la frantuma in mille palline sfuggenti, meglio adatte a
disperdersi e a nascondersi."
Sergio Romano, Il rischio americano,
p. 75, Longanesi & C., Milano 2003
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"Nelle comunità
nazionali di tradizione cristiana, le istituzioni dellordine temporale,
nellepoca moderna, mentre rivelano spesso un alto grado di perfezione
scientifico-tecnica e di efficienza in ordine ai rispettivi fini specifici, nello stesso
tempo si caratterizzano non di rado per la povertà di fermenti e di accenti cristiani.
È certo tuttavia che
alla creazione di quelle istituzioni hanno contribuito e continuano a contribuire molti
che si ritenevano e si ritengono cristiani; e non è dubbio che, in parte almeno, lo erano
e lo sono. Come si spiega? Riteniamo che la spiegazione si trovi in una frattura nel loro
animo fra la credenza religiosa e loperare a contenuto temporale. È necessario
quindi che in essi si ricomponga lunità interiore; e nelle loro attività temporali
sia pure presente la fede come faro che illumina e la carità come forza che vivifica."
Giovanni XXIII, Pacem in Terris, 79, Roma 1963
Leggi
l'Enciclica, tanto attuale
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IL COLLE DEI CASTAGNI
Scampanio
lamentoso di un convento. Cala con la nebbia, con la pioggia dei malinconici novembri,
degli uggiosi dicembri sciroccali, con la pioggia tediosa delle primavere malate. [...]
Chiesa buia, senz'aria, convento come una caserma. Ma sale la
strada un'alberata d'ippocastani; a primavera, cupole chiare e baldacchini ariosi, sonanti
di merli e rosignoli; d'estate, ombra ventilata, con tante prospettive assolate tra la
cortina delle foglie.
Di là d'un intervallo di luce verde, il castello; a destra, la
città con le chiese e i campanili. Suonano a festa tutte l'ore, tutti i giorni. In giro,
ondare di colli da tutte le parti.
Il mondo è bello e raccolto, quassù.
Esce una locomotiva da sotto il colle e sbandiera il suo fumo
bianco tra le porche verdi degli orti.
Su di un cocuzzolo, a fianco del convento, un'arpa di cipressi.
Ma l'unico a cantare è il vento.
Biagio
Marin, Gorizia
- la città mutilata, p. 78, Ed. Il Comune di Gorizia, 1956