fiore_intero.jpg (7805 byte)Immagine 2.jpg (20344 byte)

Home Page

Camillo Medeot

Organizzazione

Agenda

Archivio riunioni

Interventi

Documenti

Archivio Stampa

Aree Tematiche

Contattaci

Torna a Documenti

visita il sito nazionale della Margherita

   


Il decentramento circoscrizionale 
del Comune di Gorizia

 

 

Parte 1: Valutazioni politico-programmatiche

 

Capo 1: Il decentramento, esperienza fondamentale della realtà di Gorizia

Capo 2: La situazione attuale, aspetti positivi e criticità presenti   

Capo 3: L’esperienza sul campo: valutazioni e richieste  

 

Parte 2: Proposte di strumenti normativi  

 

Conclusioni

 

Allegato A

 

Allegato B

 

 

 

 

Parte 1: Valutazioni politico-programmatiche

 

 

Introduzione

 

 

1.        Un impegno chiaro del centro sinistra

 

Uno dei cardini programmatici della proposta di governo della città, formulata dal centro sinistra nel presentare la candidatura di Vittorio Brancati a Sindaco, è imperniato nella valorizzazione del ruolo delle Circoscrizioni. Tale intendimento è tuttavia un preciso impegno politico che il Comune di Gorizia ha assunto istituzionalmente da tempo, ravvisando nella realizzazione dell’attività di decentramento amministrativo un’occasione rilevante di crescita democratica e di reale responsabilizzazione partecipativa dei cittadini, di coloro i quali, in altre parole, sono i destinatari delle politiche gestionali e di sviluppo assunte dall’Amministrazione.

Quest’impegno è stato sorretto negli anni da un’alterna volontà politica, che si è dovuta confrontare con difficoltà operative e organizzative talvolta non indifferenti, non ultime le crescenti misure restrittive adottate dallo Stato nei confronti degli Enti locali in materia di personale e di disponibilità finanziaria.

 

2.        Un improrogabile adeguamento normativo

 

In sollecitazione, dunque, dei prossimi adeguamenti normativi imposti dall’approvazione del Testo unico di riforma degli Enti locali, come varati dalla Giunta regionale, nonché delle nuove esigenze espresse quotidianamente dai cittadini e delle valutazioni formate dall’esperienza sul campo degli Amministratori delle Circoscrizioni, il Circolo “Camillo Medeot” formula questa proposta in materia di revisione della funzione, delle competenze e delle dotazioni materiali e finanziarie dei Consigli circoscrizionali del Comune di Gorizia.  

 

 

torna in cima

 

 

 

Capo 1: Il decentramento, esperienza fondamentale della realtà di Gorizia

 

 

1.        Difesa del ruolo delle Circoscrizioni

 

L’esperienza del decentramento goriziano nel corso degli anni si è dimostrata estremamente positiva. Ogni sforzo deve essere quindi indirizzato alla salvaguardia della funzione delle Circoscrizioni, che nel corso degli anni sono divenute oggetto di un progressivo depauperamento, innanzitutto in termini di ruolo di ruolo e di incisività.

 

2.        Un’esperienza sentita dalla Città

 

La sensibilità dell’Amministrazione comunale nei confronti del decentramento trova conferma nel fatto che le Circoscrizioni sono nate sotto forma consultiva “spontanea” – uno tra i primi esempi nella nostra Regione – già nel 1974, nel segno di un’esigenza di partecipazione sociale e collettiva che risaliva già agli anni ’60. Tale riconoscimento ad una diffusa richiesta di partecipazione e di conoscenza, che da base di importanti istanze sociali è mutata in un interesse più pragmatico e concreto, è stato confermato dal mantenimento delle Circoscrizioni anche dopo che la normativa nazionale, con la Legge 142/1990 sull’ordinamento degli Enti Locali, stabiliva (art.13.3) la discrezionalità di questi istituti nei Comuni tra 30.000 e 100.000 abitanti.

 

3.        Efficacia verso il cittadino

 

Le istanze dei cittadini richiedono più precise e valide risposte che rispettino questa presa di coscienza, valorizzandone la componente matura e partecipativa, inquadrandola però in una visione programmatica che recuperi lo spirito e la funzione del decentramento.

Si tratta di un’esigenza che impone di seguire una rigida scala di priorità, investendo i Consigli delle competenze più adatte alle reali esigenze dei territori e degli abitanti dei quartieri – come quelle di proposta, iniziativa e promozione sui problemi di rilevante interesse cittadino, di funzioni consultive particolari su problemi di fondamentale rilevanza per la Circoscrizione, di funzioni deliberative sulle materie indicate dal Decreto Lgs. 267/2000 (art.17) ed in particolare su materie delegate dal Sindaco e dal Consiglio comunale.

   

4.        Ridefinizione dei compiti fra Comune e Circoscrizioni

 

Compatibilmente con le esigenze dei servizi interessati, dovrebbero essere esercitate in via prioritaria attraverso le Circoscrizioni – o comunque con la loro partecipazione – le attività di interesse dei singoli quartieri dirette alla valorizzazione dei beni culturali, ambientali e d’uso pubblico ed alla promozione di iniziative a carattere sportivo, ricreativo, culturale e socio-assistenziale. Con questo senza nulla togliere all’esigenza dei Consigli di conoscere e valutare i programmi amministrativi attinenti all’intero Comune, nel quadro di una chiarificazione e netta divisione di compiti e di funzioni, che del resto si è già definita nei vari livelli delle Amministrazioni pubbliche.

 

5.        Deleghe specifiche e differenziate

 

Si ritiene comunque che la linea da seguire per i previsti adattamenti statutari e regolamentari debba considerare, sia pure nel quadro legislativo vigente (che dispone una notevole discrezionalità), l’affidamento di compiti particolarmente orientati verso la gestione locale, soprattutto del territorio e dell’ambiente, della politica della casa, del verde pubblico e degli edifici di rilievo circoscrizionale. 

L’Amministrazione comunale dovrebbe, in questo senso, attribuire deleghe specifiche e differenziate a ciascuna Circoscrizione, secondo quelle che sono le esigenze proprie del territorio o della popolazione, prevedendo contestualmente le risorse finanziarie ed organizzative necessarie all’esercizio delle deleghe stesse.

 

6. Realismo e funzionalità

 

I poteri circoscrizionali sul territorio non dovranno però sommarsi a quelli comunali, riservandosi realisticamente competenze su problematiche specifiche e locali, che non comportino procedure ed esigenze complesse.

   

   

torna in cima

 

 

Capo 2: La situazione attuale, aspetti positivi e criticità presenti

 

 

1.        Definizione

 

Le Circoscrizioni di decentramento costituiscono articolazioni territoriali subcomunali, prive di personalità giuridica. Tali soggetti rispondono innanzi tutto all’esigenza di avvicinare ai cittadini i servizi erogati dal Comune. Infatti, come risulta dalla giurisprudenza reperibile da alcune pronunce dei Tar, le Circoscrizioni non si possono qualificare Enti locali ma semplici articolazioni prive sia di poteri amministrativi propri sia di autonomia gestionale, dotate di competenze rimesse alla volontà di altro soggetto giuridico.

 

2.        Funzioni

 

La legge stabilisce le funzioni che devono essere svolte dalle Circoscrizioni di decentramento, ovvero di consultazione, partecipazione di gestione dei servizi di base, ed esercizio di funzioni delegate; la stessa norma ne rimette la disciplina a Statuto e Regolamento con una certa genericità e con notevole ampiezza. Ma dall’osservazione degli Statuti adottati da alcuni Comuni che hanno provveduto ad istituire le Circoscrizioni si può riscontrare che in realtà molti si limitano a riportare le indicazioni della legge ed a rinviare al Regolamento le disposizioni che disciplinano il funzionamento delle Circoscrizioni. 

 

3.        Competenze dettate dal Regolamento

 

Nella realtà del Comune di Gorizia il Consiglio comunale nel 1980 conferì alle Circoscrizioni sia poteri deliberativi che consultivi. Tuttavia, per i primi furono assegnate competenze limitate, da un lato “nei settori delle attività culturali, sportive, di animazione sociale e del tempo libero aventi rilevanza circoscrizionale”, dall’altro nella realizzazione diretta di opere e interventi di modesta entità “di manutenzione ordinaria e lavori su impianti, strutture ed immobili di proprietà comunale ed aree pubbliche d’interesse circoscrizionale (strade, aree verdi, ecc.) purché non rientranti in interventi già programmati dal Comune ovvero in affidamento a soggetti esterni incaricati dall’Ente”, nonché nell’acquisizione di “arredi, attrezzature e materiale di arredo urbano (quali panchine, cestini per rifiuti, arredo per parchi e giardini, strutture ludiche esterne per bambini, ecc.)”.

 

4.        Poteri consultivi

 

Riguardo ai poteri consultivi, oltre a “formulare proposte ed indicare modalità di utilizzo delle strutture comunali esistenti sul proprio territorio inerenti le materie delegate”, ai Consigli era richiesto di esprimere una serie di pareri su regolamenti e deliberati di competenza del Consiglio comunale, e di indicare le priorità di intervento in ordine alle opere pubbliche e di urbanizzazione primaria e secondaria interessanti il territorio della Circoscrizione. Infine nello stesso art.15 venne inserita genericamente la facoltà di “formulare proposte per la soluzione dei problemi che riguardano la Circoscrizione”.

 

5.        Interazione con il cittadino

 

Nel complesso, la Circoscrizione svolge un compito di ascolto e di interazione con il cittadino favorito dall’impegno volontario profuso dal Presidente e dai Consiglieri, che si fanno interpreti delle esigenze espresse dal territorio e che hanno a disposizione un luogo istituzionale proprio che agisce da tramite fra il Comune e la popolazione. Per quanto riguarda quindi l’ideazione, la realizzazione e la sovrintendenza di manifestazioni culturali, sportive e ricreative, la Circoscrizione ha saputo elevare concretamente la qualità della vita dei quartieri, valorizzandone le forze sociali, parrocchiali ed associazionistiche.

 

6.        Rapporto con il mondo sociale

 

In particolare, il rapporto con le associazioni, le parrocchie e i gruppi spontanei dei cittadini risulta essere di particolare importanza, sostenuto dalla costanza e dalla continuità dei contatti e delle collaborazioni. Allo stesso modo, quando il coinvolgimento popolare ha affiancato l’opera dei Consigli, si è verificata un’indubbia crescita di partecipazione democratica nella condivisione e divulgazione delle scelte, accompagnata da un positivo indirizzo del senso di appartenenza e di identità delle singole realtà di quartiere.

 

7.        Crescente ruolo dei Presidenti

 

Grazie all’opera volontaria dei Consiglieri e dei Presidenti – nelle sedute dei Consigli, come nelle attività di animazione e negl’interventi di lavoro –, le Circoscrizioni hanno saputo utilizzare i limitati fondi a disposizione in modo che questi hanno portato alla popolazione benefici più rilevanti che non se fossero stati gestiti direttamente dal Comune. Ultimamente ciò ha avuto modo di manifestarsi in un riconoscimento sempre più visibile del ruolo del Presidente del Consiglio circoscrizionale, che ha comportato un polarizzarsi di richieste ed aspettative, anche nell’ambito della manutenzione del territorio.

La competenza circoscrizionale riguardo alle piccole manutenzioni, ma non alla vera e propria cura delle strade, ha favorito l’accrescersi delle richieste dei cittadini, verso i Consigli, di farsi intendere presso il Comune per sollecitare interventi di manutenzione e spesso di riqualificazione delle opere pubbliche circoscrizionali. Spesso, tuttavia, queste istanze non ricevono tempestiva risposta vuoi per inefficienze della “macchina comunale”, ma soprattutto per i consueti tempi della burocrazia e per l’accavallarsi degli impegni già presi.

 

8.        L’onere dei pareri

 

A ciò si aggiunge l’onere per i Consigli di fornire pareri su materie di competenza del Consiglio comunale che il più delle volte vengono da questo dati per scontati o al più ignorati per il fatto di essere del tutto non vincolanti. Al di là di quelle che possono essere prese di posizione strumentali o dettate da interesse di partito, non è accettabile (e frustrante per i componenti i Consigli) che questi pareri interessino una notevole parte dei lavori delle Circoscrizioni per poi risultare inutili.

 

9.        Dibattiti fuorvianti dal contesto locale

 

D’altro canto dev’essere rilevato che le pur legittime aspirazioni a dibattere questioni generali e temi di natura non prettamente concernente le problematiche circoscrizionali vanno a concorrere alla generale involuzione del ruolo delle Circoscrizioni nell’ambito cittadino, anche per il disinteresse dei giovani che non vi trovano più occasioni di crescita civile, in quelle che erano definite un tempo “palestre di politica” – indubbiamente per la crescente personalizzazione e spettacolarizzazione della politica, che non paga più un lungo e sequenziale tirocinio dai livelli più bassi dell’Amministrazione.

 

10.     Dotazioni finanziarie

 

Non ultimo fra i problemi si lamenta la modalità di stanziamento delle dotazioni finanziarie a programma annuale, che non è capace di incentivare le Circoscrizioni più attive con nuovi fondi e quelle meno efficienti a migliorare nell’esercizio delle proprie attività.

   

 

torna in cima

 

Capo 3: L’esperienza sul campo: valutazioni e richieste

 

 

1.        La discussione

 

Nell’affrontare ora le richieste, i motivi di insoddisfazione e le aspirazioni ad un più efficiente servizio al cittadino, emersi, tra l’altro, in occasione dell’incontro fra il Circolo “Camillo Medeot” e i rappresentanti della Margherita e dell’Unione Slovena nelle Circoscrizioni cittadine, si è riscontrata una ripresa di attenzione da parte dell’Amministrazione comunale verso gli istituti di decentramento, che però non si è ancora concretizzata nel conferimento di deleghe formali e sostanziali tali da conferire capacità deliberative vere e proprie.

 

2.        Difficoltà di bilancio

 

L’Amministrazione oppone le oggettive difficoltà di bilancio e di personale, aggravate dall’atteggiamento del Governo nazionale che si ostina a scaricare sugli Enti locali le proprie difficoltà di gestione del bilancio e del deficit.

Si tratta quindi di ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili, in modo da non ritrovarsi impreparati nell’eventualità, non tanto remota, di un ulteriore restringimento degli stanziamenti ai Comuni. Tale obiettivo non necessariamente deve condurre ad un ridimensionamento dei fondi circoscrizionali.

 

3.        Chiarezza sui ruoli

 

Questo intendimento deve passare in primo luogo attraverso una nuova definizione dei reciproci ambiti di competenza fra Circoscrizioni e Comune.

 

4.        Decentramento e manutenzioni

 

Ad esempio, dev’essere chiarita la competenza municipale nel settore della manutenzione delle strade, banchine e carreggiate. Alle Circoscrizioni spetta la raccolta e la presentazione all’ufficio comunale preposto delle segnalazioni sul cattivo stato delle opere pubbliche. Allo stesso modo l’ufficio è tenuto a rispondere e ad intervenire con la stessa priorità assegnata alle disposizioni comunali. 

Particolare risalto dev’essere riservato alle segnalazioni sulla manutenzione delle opere cimiteriali e degli edifici sacri di modesta grandezza, quali edicole e strutture votive, e dei monumenti memoriali e lapidei presenti nelle Circoscrizioni. Tali manufatti rivestono effettivamente un’importanza particolare per il tessuto sociale, valoriale e culturale delle popolazioni.

 

5.        Compartecipazione alle scelte: in Consiglio comunale

 

Tuttavia, per rendere finalmente incisiva l’azione delle Circoscrizioni, e far sì che le loro decisioni siano realmente recepite, riconoscendone le indicazioni e trovando i mezzi e i tempi idonei a realizzarle, è necessario che i Presidenti dei Consigli circoscrizionali abbiano la possibilità di intervenire, tramite audizioni periodiche o su richiesta, alle sedute del Consiglio comunale e delle Commissioni che riguardano gli argomenti oggetto di istanza o deliberazione dei Consigli stessi. I Consigli potrebbero altresì, a maggioranza assoluta, deliberare la presentazione di un’interrogazione al Sindaco.

 

6.        Compartecipazione alle scelte: in Giunta comunale

 

Allo stesso modo è auspicabile che, per condividere alcune decisioni di ricaduta immediata nel tessuto territoriale o sociale della Circoscrizione, i Presidenti coinvolti abbiano facoltà di essere convocati alla riunione di Giunta, senza diritto di voto, per la durata della discussione del solo punto dell’Ordine del giorno attinente.

 

7.        Conferenza dei Presidenti circoscrizionali

 

Una seconda possibilità di compartecipazione riguarda la convocazione periodica e obbligatoria, da parte del Sindaco o suo delegato, di una Conferenza dei Presidenti circoscrizionali, con funzione informativa e di indirizzo e per il coordinamento dei lavori e per l’esame dei problemi generali concernenti attività dei Consigli. La Conferenza può essere convocata con avviso scritto almeno cinque giorni prima – contenente l’Ordine del giorno – dal Sindaco o dall’Assessore al Decentramento, su iniziativa dello stesso o su richiesta di almeno tre Presidenti di Consiglio circoscrizionale e comunque almeno due volte l’anno. La Conferenza deve avere facoltà di presentare richieste specifiche al Consiglio comunale, tramite un proprio rappresentante scelto fra i Presidenti, secondo le modalità del § 5.

 

8.        Formulazione dei pareri

 

La formulazione di pareri deve avvenire su materie che interessano direttamente la Circoscrizione, come interventi comunali e localizzazione di edifici destinati a servizi pubblici nel territorio, formulazioni e modificazioni di Piano regolatore, Piano del traffico, Statuto comunale. Devono essere esclusi provvedimenti come il Bilancio di previsione, il Bilancio consuntivo e i regolamenti tecnici extra-amministrativi.

I pareri espressi dai Consigli circoscrizionali sulle materie sopra elencate devono avere valore vincolante. Il Comune, qualora segua un indirizzo difforme dal parere della Circoscrizione, deve darne risposta scritta.

 

9.        Competenze specifiche per i Consiglieri e Commissioni di lavoro

 

Per una maggiore efficacia del lavoro di Consigli, spesso si ricorre ad individuare una materia di competenza specifica per ciascun consigliere; si tratta di un’esperienza che può essere ampliata tramite la costituzione di “commissioni di lavoro” formate, oltre che da membri del Consiglio circoscrizionale, anche da cittadini residenti nel territorio e membri del volontariato.

 

10.     Commissioni intercircoscrizionali

 

Il Regolamento deve allora favorire incontri periodici e/o straordinari, a carattere intercircoscrizionale, fra le commissioni che si occupano dello stesso tema, che possono costituirsi in Consulte per elaborare progetti attuabili nell’ambito delle competenze delle Circoscrizioni, in particolare su manifestazioni ricreative, sagre, intrattenimenti per i minori e gli anziani, gare sportive, concerti e animazioni nei quartieri, valorizzazione delle tradizioni locali, giornate della cultura e della socialità, concorsi artistici e letterari, gare studentesche (in collaborazione con le scuole), ecc.

 

11.     Valorizzare i quartieri

 

Le Circoscrizioni possono in questo modo, disponendo delle risorse umane, materiali e finanziarie adeguate, valorizzare le specificità e le peculiarità dei quartieri, facendo tesoro delle positive esperienze fin qui maturate dalle associazioni per lo sviluppo e la tutela di quartieri, borghi e frazioni.

 

12.     Creazione dei Comitati di quartiere, borgo o frazione

 

Ove non esistano, nell’ambito delle Circoscrizioni deve essere favorita la nascita di Comitati di quartiere, borgo o frazione, quali organismi di partecipazione e promozione della vita circoscrizionale. I Comitati devono operare sulla base di Regolamenti o Statuti ispirati a criteri di democraticità, che devono essere trasmessi ai Consigli circoscrizionali, i quali ne prendono atto. I Comitati possono formulare proposte al Consiglio circoscrizionale su ogni argomento inerente le proprie finalità. Delle proposte il Consiglio circoscrizionale deve dare atto nei provvedimenti assunti; nel caso in cui si raggiungano conclusioni difformi dovrà darsi specifica motivazione. La Circoscrizione deve esprimersi entro 45 giorni sulle istanze e proposte formulate dai Comitati.

 

13.     Sostegno del Comune

 

Il Comune deve quindi favorire la costituzione di tali Comitati o associazioni, supportandola con un adeguato sostegno promozionale ed economico, e fornendo tutta l’assistenza informativa e giuridica necessaria.

Questi strumenti, assieme alle assemblee pubbliche della popolazione della Circoscrizione, sono volti a favorire un maggiore interazione con i cittadini, che la limitatezza delle attuali risorse (in primo luogo umane ed organizzative) consentono solo in minima parte.  

14.     Disposizione delle deleghe

 

A questo proposito, risulta auspicabile che il Sindaco, nell’atto di formare la Giunta, attribuisca le deleghe al Decentramento e all’Associazionismo nelle mani di un unico Assessore.

 

15.     Sedi adeguate per i Consigli

 

La sede circoscrizionale deve rispondere a criteri di agevolezza e decorosità, dove sia i Consigli che le libere associazioni e i Comitati di quartiere possano incontrarsi e svolgere le proprie attività. La sede deve intendersi, infatti, non solo come luogo di svolgimento delle sedute, ma come punto di riferimento per la collettività.

 

16.     Uffici circoscrizionali

 

In tal senso, ogni Consiglio circoscrizionale deve poter disporre di un ufficio che svolga opera di segreteria, con un orario di apertura accessibile al pubblico adeguato e pubblicizzato. La sede dovrà essere dotata di attrezzature ed arredi sufficienti alla conservazione degli atti, all’illustrazione di documenti tecnici come planimetrie, pianificazioni varie, alla fornitura di informazioni, ecc.

 

17.     Ordine pubblico locale

 

I Consigli circoscrizionali dovrebbero aver facoltà di richiedere tramite il Sindaco, in caso di calamità, di necessità, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, l’intervento della polizia municipale e l’emissione di ordinanze nelle materie previste dalla legge.

 

18.     Tutela degli anziani e dei disabili

 

In una realtà come quella goriziana, l’impegno dei Consigli nella tutela degli anziani e dei disabili è da considerarsi prioritario, per la capillarità e la qualità del sostegno offerto a questa parte della popolazione così sensibile agl’interventi mirati, e nel contempo esposta alle disponibilità dell’assistenza pubblica. Occorre individuare, perciò, strumenti adatti alla valorizzazione di questo ruolo.

 

 

 

torna in cima

 

prosegui la lettura